Il tribunale di Terni (foto Rosati)

di Massimo Colonna

Quattro anni e due mesi di reclusione per il 29enne di origini albanesi accusato di tentata violenza sessuale, estorsione e furto nei confronti di una badante moldava di 49 anni. E’ questa la decisione presa dal collegio dei giudici del tribunale di Terni nel primo pomeriggio di martedì. La difesa del condannato però non ci sta e preannuncia appello.

La sentenza Dall’aula del palazzo di giustizia ternano dunque nel primo pomeriggio di martedì è arrivata la sentenza per i fatti risalenti al gennaio 2013. Il collegio dei giudici ha condannato il 29enne albanese ad una condanna di quattro anni e due mesi per le accuse di tentata violenza sessuale, estorsione e furto. La vittima è una signora di 49 anni di origini moldave, rappresentata come parte civile dall’avvocato Mirko Minuti. La sentenza ha previsto anche una provvisionale di 5mila euro proprio a favore della vittima.

La difesa annuncia appello La decisione del collegio però non piace alla difesa, rappresenta dall’avvocato Francesco Mattiangeli, che annuncia ricorso: «Non condividiamo le decisioni espresse dalla sentenza, per questo possiamo già dire che ricorreremo in Appello».

La storia I fatti contestati risalgono al gennaio 2013 quando il 29enne era riuscito, tramite l’aiuto di un amico, a farsi ospitare in casa della signora moldava nel quartiere di Sant’Agnese, a Terni. Da qui aveva iniziato una serie di minacce e di violenze psicologiche, anche grazie all’aiuto di una donna e di un altro uomo, finiti anche loro sotto processo ma in un secondo filone. L’uomo infatti, anche con modi forti, era riuscito ad ospitare anche i due amici nello stesso appartamento, contro la volontà della stessa badante. Da lì erano iniziati una serie di soprusi sfociati poi anche in un tentativo di violenza sessuale.

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