di Massimo Colonna

Sono cinque i rinvii a giudizio per il fallimento del salumificio Cassetta decisi dal gup del tribunale di Terni. Prosciolti invece gli altri sette nomi finiti nell’inchiesta. Il gup ha anche fissato al 31 maggio prossimo la prima udienza del procedimento aperto per violazioni delle leggi fallimentari.

La decisione del gup A fissare il via al procedimento è stato il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Terni Simona Tordelli nell’udienza che si è svolta mercoledì mattina. Tra gli imputati, con l’accusa di aver violato le disposizioni del procedimento fallimentare in concorso , finiscono l’ormai ex patron del salumificio Antonio Cassetta, la figlia Alessia, il nipote Marco, il sindaco di Polino Remigio Venanzi e l’imprenditore Arturo Corbelli.

Direttore Gepafin archiviato Inizialmente coinvolto nell’indagine, era invece stata archiviata la posizione del direttore di Gepafin Marco Tili, che aveva sostenuto due interrogatori davanti al pubblico ministero insieme al suo avvocato Nicola Di Mario spiegando tutte le operazioni economiche. Era stato lo stesso pubblico ministero a chiedere al gip l’archiviazione durante le indagini preliminari.

La richiesta del pm Prima della decisione del gup il pubblico ministero che ha mosso l’accusa, il sostituto procuratore Elisabetta Massini, aveva chiesto il proscioglimento per le altre sette persone finite nel registro degli indagati, ossia Sergio Vincioni (difeso dall’avvocato Carlo Viola); Paolo Sebastiani (avvocato Manlio Morcella), Francesco Donzelli (avvocato Enrico De Luca), Luca Galletti, Paolo Zappelli e Moreno Gubbiotti (avvocato Giovanni Ranalli) e Sandro Citarei. Alla richiesta del piemme si sono accodati anche i legali difensori. Per tutti e sette il giudice ha definito il non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato.

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