Prendevano l’assegno sociale di 429 euro al mese senza risiedere stabilmente in Italia, come prevede la legge. La questura di Terni ha segnalato all’Inps una donna indiana di 76 anni e una coppia di albanesi per la sospensione del beneficio di legge.
L’assegno Si tratta di stranieri che percepiscono l’assegno sociale – che per il 2012 ammonta a 5.577 euro, vale a dire 429 euro mensili ed è previsto dalla normativa per quei cittadini, italiani, comunitari e stranieri che, superati i 65 anni di età, non raggiungano il reddito minimo previsto dalla legge – ma che invece di risiedere stabilmente in Italia, se ne vanno a vivere nel loro paese di origine.
La regola Tra i requisiti, infatti, per ottenere e mantenere il diritto alla prestazione di assistenza sociale erogata dall’Inps, vi è quello della residenza effettiva, che si realizza con la stabile ed abituale dimora in Italia. In caso di permanenza all’estero per un periodo superiore ad un mese, senza giustificato motivo, la legge prevede la sospensione del beneficio e la revoca qualora l’assenza si protragga per oltre un anno.
I casi scoperti E proprio nel corso dei controlli finalizzati alla verifica della permanenza dei requisiti presentati da cittadini stranieri per beneficiare di questo tipo di prestazione, gli agenti dell’Ufficio Immigrazione hanno scoperto in questi giorni che una cittadina indiana di 76 anni, residente in centro, era tornata in India da metà dicembre dello scorso anno e non era ancora tornata e i suoi familiari non sono stati in grado dire se e quando l’avrebbe fatto. Due coniugi albanesi, invece, si sono presentati nei giorni scorsi negli uffici dell’Immigrazione, dopo che gli agenti, non avendoli mai trovati a casa nei mesi scorsi, avevano lasciato nella cassetta della posta un invito a presentarsi in Questura. La coppia, 72 anni lui e 67 lei, ha mostrato agli agenti i passaporti, dove non è stato difficile calcolare che negli ultimi due anni gli stranieri erano stati assenti dall’Italia per oltre un anno. I coniugi, accompagnati dal figlio che fungeva da interprete, vista la loro scarsissima conoscenza della lingua italiana, hanno detto non sapere che bisognasse risiedere in Italia per aver diritto all’assegno.
La segnalazione L’ufficio Immigrazione ha segnalato le due situazioni alla sede Inps di viale Stazione, per gli eventuali provvedimenti di sospensione o di revoca dell’assegno sociale, mentre continuano i controlli per verificare l’esistenza di situazioni analoghe.

