di Massimo Colonna
Si apre un nuovo fronte sul caso delle polveri di Prisciano. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Terni, Maurizio Santoloci, ha infatti disposto un incidente probatorio con indagini di tipo ambientale su aria, acqua e terreni nella zona dello storico quartiere ternano che si trova nei pressi dell’Ilserv, l’azienda partecipata dalla Tk-Ast, da tempo al centro di polemiche e rimostranze dei residenti per la presenza di polveri. Proprio da un esposto presentato da una cinquantina di abitanti del quartiere nasce la richiesta di ulteriori approfondimenti del pubblico ministero Raffaele Pesiri al gip.
Nuove indagini E così dopo che un primo procedimento a carico del legale rappresentante della Ilserv, chiuso con un risarcimento alle famiglie danneggiate, era stato aperto con l’accusa di ‘getto pericoloso di cose’ in riferimento alla presenza di polveri nell’aria, ora i capi di imputazione diventano due, con l’inserimento del disastro ambientale. Nel procedimento infatti lo stesso giudice Santoloci aveva respinto una richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero, invitando la procura a indagare con un più ampio raggio di azione sui potenziali effetti delle polveri sottili. A quel punto, anche in base all’esposto presentato dai residenti grazie all’appoggio legale degli avvocati Francesca Carcascio, Federica Sabbatucci, Antonella Dello Stritto e Loris Mattrella, il pubblico ministero ha inoltrato una nuova richiesta al gip per due tipi di approfondimento.
Come emerso dalla stampa Il pm ha formalizzato la sua richiesta al gip per «analisi dell’aria, analisi dei terreni e delle falde, analisi dei risultati dell’attività di monitoraggio in corso presso la Asl Umbria su alimenti e produzioni zootecniche, come emerso da diversi articoli di stampa e relativo alla contaminazione degli alimenti, accertamenti epidemiologici sui residenti di Prisciano».
Richiesta parzialmente accolta Il gip, nell’ordinanza, riconosce l’importanza delle indagini anche se ne dispone solo la prima, quella cioè ambientale, considerando che «non è possibile procedere nello stesso momento con due perizie distinte». In sostanza per il giudice l’analisi epidemiologica deve seguire temporalmente quella ambientale. Per questo il gip ha sospeso la nomina di un perito epidemiologico «in attesa degli esiti della prima perizia».
I quattro periti Contestualmente nell’ordinanza vengono nominati quattro periti: Mauro Sanna, chimico industriale, Nazzareno Santilli, ingegnere chimico, Rino Felici, perito chimico industriale, tutti e tre romani, e Ivo Pavan, chimico torinese. Tutti a quattro prenderanno ufficialmente l’incarico nell’udienza fissata per il prossimo 14 aprile.


