di Massimo Colonna
Sono state le segnalazioni dei residenti della zona a far scattare il blitz degli uomini della squadra mobile che, giovedì mattina, sono piombati in quattro appartamenti del centro di Terni. Qui con l’aiuto dell’unità cinofila della Guardia di Finanza, gli investigatori hanno scoperto circa otto etti tra hashish e marijuana nascosta nei divani e nei comodini delle abitazioni, oltre a 5 mila euro in contanti.
Otto etti di droga nascosta nei divani e nei comodini In manette sono finiti tre giovani nordafricani tutti poco più che ventenni e tutti richiedenti asilo, ma che a Terni avevano messo in piedi una rete di spaccio di rilievo. Altri cinque stranieri sono stati denunciati dal vicequestore aggiunto Alfredo Luzi che ha coordinato l’indagine scattata a seguito delle segnalazioni dei cittadini che vivono tra via Cesare Battisti e la zona sopra all’ospedale. Titolare del fascicolo e il pubblico ministero Mazzullo, domani è atteso il giudizio per direttissima.
Il blitz La maxi operazione è scattata intorno alle 7 di giovedì mattina: gli uomini dell’antidroga della squadra mobile, con l’aiuto dell’unità cinofila della guardia di finanza di Perugia, hanno passato al setaccio quattro appartamenti. Si tratta di abitazioni intestati ad associazioni di volontariato in città che si occupano anche di accoglienza di richiedenti asilo. E proprio nordafricani con richieste di asilo hanno trovato gli agenti.
Droga nei divani In totale i sequestri effettuati hanno riguardato otto etti di droga tra hashish e marijuana. Sostanze che era stata nascosta tra i cuscini dei divani e anche nei doppi fondi di alcuni cassetti. Tutto facile ovviamente per i cani della finanza che hanno smascherato subito i nascondigli. In casa anche materiale per il confezionamento delle dosi e circa cinquemila euro in contanti, che gli inquirenti ritengono frutto di spaccio. Ritrovati anche una console per giochi e altro materiale elettronico: materiale sospetto visto il tenore di vita dei ragazzi, formalmente senza occupazione.
In manette Tre gli arresti effettuati: L.S., 21 anni residente a Spoleto, titolare di permesso di soggiorno per motivi umanitari e proveniente dalla Guinea Bissau; D. L. di 23 anni e S. E. di 22, in attesa della risposta della Commissione per i Rifugiati Politici alla loro richiesta di asilo, residenti a Terni, gambiani. Gambiani sono anche i cinque denunciati, sempre per detenzione ai fini di spaccio. Venerdì mattina è in programma il processo per direttissima. Due dei tre finiti in manette nei mesi scorsi erano stati già arrestati con le stesse accuse.
La falla nel sistema L’obiettivo degli inquirenti ora è quello di capire quale sia la rete che sta sopra questo meccanismo: non è la prima volta infatti che richiedenti asilo in città vengono arrestati. Lo stratagemma è quello di arrivare in Italia e richiedere asilo: l’attesa per la risposta degli uffici permette a questi personaggi di restare legittimamente in città e anche di trovare ospitalità nelle strutture dedicate all’accoglienza (che ovviamente risultano totalmente estranee all’operazione). Ecco dunque che, in attesa dei documenti, gli spacciatori possono muoversi senza grosse limitazioni. Gli organizzatori ovviamente lo sanno e sfruttano questa falla nel sistema giudiziario.
Lega Nord Sull’operazione antidroga è intervenuto Federico Cini, referente Lega Nord Terni: «In merito all’arresto dell’ennesima banda di cittadini africani, che in barba all’ospitalità loro offerta si dedicavano a diverse attività criminali, non possiamo che chiedere con sempre maggior vigore l’adozione da parte di tutti i soggetti preposti di una linea durissima nei confronti di questi fenomeni di criminalità che stanno sempre più assumendo le dimensioni di un dilagante problema sociale. Non possiamo inoltre non chiedere nuovamente un aumento delle risorse disponibili nell’attività di contrasto a questi fenomeni, che sarebbero reperibili ad esempio dimezzando i tempi burocratici per la valutazione delle richieste d’asilo e che permetterebbero alle forze dell’ordine (cui va il nostro plauso per l’operazione condotta) di svolgere il proprio lavoro con una sicurezza e un’efficacia maggiori».
Twitter @tulhaidetto



insieme a loro dovrebbero essere denunciati anche i proprietari senza scrupoli che affittano gli appartamenti a questa gente, ben consapevoli di quello che fanno e fregandosene altamente dei problemi che creano nel condominio…VERGOGNA!!!
Ottimo il commento del sig. Federico Cini, e quindi le chiedo come mai non si agisce anche nei confronti di chi dà in affitto certi appartamenti a certa gente e continua a farlo anche dopo che sa bene da dove proviene l’affitto… Quindi la linea durissima va adottata nei confronti di tutti.
quindi vorrei anche aggiungere che questi richiedenti asilo politico creano business, non dimentichiamocelo, agli italiani senza scrupoli (proprietari) che ricevono i soldi che provengono da atti illeciti…e messi davanti alla realtà se ne fregano..fanno spallucce! prevediamo il favoreggiamento per chi sa e fa finta di nulla