di Fabio Toni
Il boato lo ha sorpreso nel giardino di casa. L’uomo ha avuto solo il tempo di vedere il masso colpire il tetto della propria casa e poi piombare in giardino. «Se sono ancora vivo è per una questione di centimetri. Dopo aver colpito il gazebo, il masso è finito sul mio braccio». Per lui qualche contusione, una ferita fortunatamente non grave e tanto spavento.
Il fatto Il fatto è accaduto domenica 29 aprile a Terni, al civico 63 di vocabolo Cervara. L’uomo, un anziano di Terni, ha avvertito i vigili del fuoco e la protezione civile che non hanno potuto fare altro che verificare quanto accaduto. «Non è la prima volta che succede e ora abbiamo paura. Già altre volte dalla collina soprastante si erano staccati pezzi di roccia, alcuni di notevoli dimensioni. Abbiamo sollecitato il Comune e la stessa Protezione civile che si è interessata al caso. Per ora, nessuna soluzione».
Lo stallo Lo stallo sembra dipendere da un contenzioso fra privati per stabilire di chi (non) sia la proprietà del terreno da cui cadono i macigni. Nessuno, a quanto pare, sembra intenzionato a sostenere i costi della messa in sicurezza. A rimetterci, nell’incertezza, sono gli abitanti delle case sottostanti. «Non ci sentiamo sereni – spiegano – ma non si può aspettare che accada qualcosa di grave per intervenire».
Il luogo Le case a rischio si trovano lungo l’arteria che collega la città con la cascata delle Marmore, a poche passi dalla centrale di Cervara. Già nel 2004 e nel 2008 la statale era rimasta chiusa al traffico per un problema analogo, verificatosi ad un’altezza diversa del tracciato. In quelle occasioni le operazioni di ripristino avevano portato all’applicazione del senso unico alternato.

