di Massimo Colonna
«L’applicazione della legge non vi esime dalle responsabilità e soprattutto dalle conseguenze di certi atteggiamenti sul web». Le trappole della rete, il corretto stile di comportamento su internet in particolare con le applicazioni di messaggistica istantanea di ultima generazione. Ma anche il diritto all’oblio e le norme che regola questo nuovo e per certi versi complicato settore delle nuove comunicazioni. Diversi i temi affrontati a palazzo Gazzoli al convegno presentato dall’Unione giuristi cattolici italiani di Terni, dal titolo ‘Né carnefici, né vittime, lineamenti giuseducativi per una cittadinanza matura: dalla prevenzione del cyberbullismo alle nuove forme di comunicazione nell’era liquida dei social media’.
I giovani Il seminario nasce in attuazione di due progetti: ‘Progetto Ugci Terni di Diritto e Antropologia’, per gli studenti delle scuole secondarie per la prevenzione dei crimini informatici, del cyberbullismo e di un uso non consapevole dei nuovi strumenti di comunicazione, e ‘Progetto Cultura della Legalità’, del Classico e Artistico di Terni. Al tavolo il sostituto procuratore della Repubblica di Terni Elisabetta Massini, che ha affrontato il tema della legalità nell’uso dei social media, il dirigente psicologo Asl specializzato in disagio giovanile Maurizio Bechi Gabrielli, che ha sviluppato il tema sotto il profilo psicologico anche attraverso un approccio interattivo, il dirigente della squadra mobile della questura di Terni Alfredo Luzi, che ha parlato dei temi del sexting e del cyber bullismo, indicando ai docenti e ai rappresentanti dei genitori i segnali comportamentali” che caratterizzano la vittima di un atto di bullismo-cyberbullismo. «L’applicazione della legge – ha spiegato Luzi rivolto agli studenti – non vi esime dalle vostre responsabilità e soprattutto dalle conseguenze che delle azioni sconsiderate potrebbero avere. La rete può trasformarsi infatti in un turbine di scambio di foto e dati da cui poi non si può più tornare indietro».
Gli altri temi L’avvocato Ermanno Ventura ha poi analizzato concretamente alcuni casi trattati, ed infine il giusantropologo e presidente Ugci Terni, l’avvocato di Diego Piergrossi, ha illustrato il tema della liquidità nell’assunzione del ruolo di carnefice di vittima, le conseguenze penali di una condotta antigiuridica e un’anticipazione del disegno di legge in discussione alla Camera dei Deputati sul Cyberbullismo.
Il giusto approccio «Né carnefici, né vittime – è stato spiegato durante il convegno – e non viceversa. L’obiettivo di queste riflessioni è porre l’attenzione primaria sul carnefice, oltre che sulla vittima, poiché si ritiene che il fenomeno del cyber bullismo, e del bullismo in generale, non sia il più delle volte percepito come tale. E soprattutto non sia una condizione, uno status acquisito una volta per sempre, o innato, proprio di un individuo deviato, malvagio, quasi che si possa distinguere, anche visivamente, un ragazzo sempre buono ed uno sempre cattivo. Ogni persona, studenti, docenti o cittadini, oggi è in una condizione di liquidità, anche solo potenzialmente, anche più volte al giorno.
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