«I prefetti di Terni e Perugia vietino o limitino l’uso delle carabine uso guerra. Gli incidenti di caccia non esistono, sono omicidi colposi, causati da imperizia, negligenza e colpa grave». Questo l’appello lanciato da Sauro Presenzini, coordinatore regionale umbro delle guardie del Wwf, dopo l’episodio avvenuto a Terni sabato mattina in cui un cacciatore ha fatto partire inavvertitamente un colpo dal suo fucile colpendo e forando la finestra e poi il muro della scuola superiore Itis a circa quattrocento metri di distanza.
I particolari: il video
L’arma sequestrata: fotogallery
Non sarà ultimo caso «L’episodio di Terni – si legge in una nota di Presenzini – non è il primo episodio e non sarà nemmeno l’ultimo e se il prefetto o il legislatore regionale non porrà dei limiti, modificando la normativa in senso restrittivo. Se non sarà così i gravissimi episodi come quello di Terni si riproporranno sistematicamente». L’attenzione si concentra in particolare sull’uso delle carabine uso guerra per la caccia al cinghiale e agli ungulati, armi potentissime ritenute sproporzionate per l’uso venatorio. «Si tratta di armi capaci di abbatterebbero un elefante da una distanza di oltre 2 chilometri».
Rischio alto «Armi così potenti in mano a dilettanti allo sbaraglio spiegano la lunga sequenza di morti e feriti durante le battute di caccia. Purtroppo però, finiscono colpite anche persone estranee all’attività venatoria: sportivi, cercatori di funghi, escursionisti, amanti dell’aria aperta. La legge nazionale vieta l’uso delle armi a canna rigata, appunto le carabine, ad una distanza di sicurezza corrispondente ad una volta e mezzo la gittata massima dell’arma, che tradotto in termini pratici altro non significa che una carabina utilizzata per la caccia al cinghiale con adeguato munizionamento, vedrà il proiettile esploso vagare per una distanza utile massima anche di 4 chilometri. Di conseguenza, la distanza di sicurezza minima per l’utilizzo di queste armi diventa quindi di 6 chilometri».
Le richieste Il coordinatore delle guardie ambientali del Wwf chiede ai prefetti di Terni e Perugia «d’intervenire nell’immediatezza emettendo un’ordinanza che imponga di utilizzare tali armi solo in condizioni di sicurezza, ovvero di condizionarne l’uso esclusivamente in maniera tale che l’esplosione del colpo veda sempre una traiettoria del proiettile dall’alto verso il basso, che immancabilmente vedrà scaricare la sua energia a terra e mai vagare in aria per chilometri. I cosiddetti ‘incidenti di caccia’ non esistono, piuttosto si tratta di omicidi colposi causati da imperizia, negligenza e colpa grave, durante l’utilizzo sconsiderato di armi. L’assessore Cecchini con delega alla Caccia provveda con urgenza, come già fatto nelle oltre quaranta modifiche normative già effettuate nel corso degli anni, a recepire norme di buon senso oltre che di sicurezza».

Spero che l’espressione carabine uso guerra, visto che non è fra virgolette, non sia stata usata dal Presenzini che dovrebbe invece ben sapere come tale tipo di armi non è nemmeno in vendita in Italia.
E’ certamente sua (perché virgolettata) l’affermazione «Si tratta di armi capaci di abbatterebbero un elefante da una distanza di oltre 2 chilometri».
Bene, questo è falso. Come sa chiunque abbia un minimo di competenza in materia, un .308 non è certamente in grado di abbattere un elefante e men che meno alla distanza di 2000 metri, tanto è vero che per questo tipo di caccia grossa si usano calibri ben più robusti come il .600 o il .700 e sparati da una distanza non superiore ai 30/40 metri.
Quindi delle due l’una: o Presenzini non sa di cosa sta parlando o mente sapendo di mentire. Terzium non datur.
Vedere la pagliuzza e non accorgersi dell’elefante per giustificare se stessi e la propria combriccola è tipico di voi cacciatori.
Tirare in ballo l’espediente della pagliuzza per non rispondere nel merito è tipico di chi, non avendo argomenti, crede di difendere così la propria combriccola di allarmisti e disinformatori.
Quando la prossima volta invece di un muro uno di voi ammazzerà un ragazzo che va tranquillamente a scuola vedremo quali argomenti tirerai fuori per giustificare accadimenti del genere. Basta aprire il giornale ogni mattina per capire che la caccia andrebbe vietata e non perchè è caccia ma perchè chi la pratica è semplicemente nella maggiorparte dei casi per ignoranza e menefreghismo gente pericolosa. Buona giornata.
Giustificare?? E quando mai? Mi citi, nel mio commento, le parole con cui io avrei “giustificato” quel fatto di cronaca, se ne è capace: son qui che aspetto!
Nel frattempo, prendo atto con soddisfazione di due cose:
1) Lei, da degno appartenente alla sua combriccola di (quanto meno)disinformatori, non perde occasione per attribuire al prossimo frasi ed intenzioni inesistenti.
2) Ancora una volta, continua a menare il can per l’aia pur di non rispondermi nel merito, ovvero le affermazioni di Presenzini (ricorda?).
Buona giornata a lei.
I
Perché il mio commento di qualche giorno fa è ancora “pendente”? Forse Sauro Presenzini, coordinatore regionale umbro delle guardie del Wwf NON PUO’ essere criticato? E’ diventato un “intoccabile”?