di Massimo Colonna

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Pasquale Sibillo, il boss della camorra catturato martedì sera dagli agenti della squadra mobile di Terni dopo l’indagine partita da Napoli. Il 24enne è stato interrogato dal giudice ternano Natalia Giubilei nel carcere di Terni insieme al suo avvocato, il legale napoletano Riccardo Ferone.

Catturato il super latitante: fotogallery
Boss in questura: video

Silenzio dal giudice L’interrogatorio è iniziato alle 10.30 nelle celle di sicurezza del carcere di Terni. Il boss Sibillo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice, competente per rogatoria, ha inoltrato il verbale all’autorità procedente che ora prenderà le decisioni di merito. Dopo un’ora e mezza è lo stesso avvocato Ferone a fare il punto della situazione svelando anche qualche altro particolare sulla latitanza dell’esponente della Camorra in città e su chi lo ospitava.

Sibillo si avvale della facoltà di non rispondere, parla in un video il suo avvocato Ferone
Il capo della mobile: video

Perché a Terni «Sibillo – ha spiegato l’avvocato fuori dai cancelli del carcere – era da queste parti perché ha dei parenti, nei confronti dei quali però non è stato preso nessun provvedimento (da quanto trapela c’è  una denuncia per favoreggiamento ai danni di una donna, ndr). Non so se fossero le persone che lo ospitavano. Sono una zia e una cugina, che vivono e lavorano a Terni. Non so che attività facciano, ma credo attività imprenditoriale, ovviamente assolutamente lecita».

Dal barbiere L’avvocato torna poi sugli ultimi giorni vissuti dal boss a Terni, nei due appartamenti utilizzati come covo in zona stazione e a Maratta. Giorni in cui il 24enne è stato sottoposto a numerosi pedinamenti da parte degli uomini della squadra mobile del dirigente Alfredo Luzi. «Sibillo – spiega l’avvocato – mi risulta sia stato poco tempo a Terni. Da quanto ho appreso è stato fotografato in fase di indagine mentre era dal barbiere. Poi in serata è stato bloccato in auto e riconosciuto dal suo tatuaggio».

Rito abbreviato «Con ogni probabilità – ha spiegato l’avvocato – si procederà con rito abbreviato per il procedimento a suo carico. L’accusa di omicidio? E’ decaduta ormai, visto che il Riesame nelle scorse settimane l’ha esclusa. Con ogni probabilità si procederà con l’abbreviato anche perché è un processo molto complesso e con numerose contestazioni».

Le reazioni: il M5S «L’arresto del boss campano riporta alla luce quanto denunciato da noi da mesi – scrivono in una nota Stefano Lucidi, portavoce dei 5 Stelle in Senato e Andrea Liberati, consigliere regionale – Terni è una città sotto scacco della malavita e questo a dispetto delle parole del sottosegretario Bocci e da ultimo del senatore Rossi che dimostrano quanto la politica sia distante dalla realtà e incapace addirittura di analizzare la situazione con lucidità. Figuriamoci di risolvere il problema. Il PD ternano dovrebbe darci invece alcune risposte, per tramite dei suoi esponenti di Governo. In primo luogo perché un boss del calibro di Sibillo stazionava a Terni? Che tipo di accoglienza e sicurezza ha trovato? Perché proprio la nostra città? Secondo. Che cosa aspettano Alfano e Bocci esponenti del Governo sostenuto dal Senatore  Rossi a nominare un nuovo Prefetto con pieni poteri, visto che il posto è ancora scoperto? Terzo. Come si può sostenere a parole le forze di polizia e poi tagliare fondi alle forze dell’ordine?».

Lega Nord «Oltre a fare i complimenti alle forze dell’ordine – scrive in una nota Emanuele Fiorini, consigliere regionale della Lega Nord – per come è stata brillantemente portata a termine l’operazione, vogliamo ancora una volta riportare l’attenzione su un tema delicato quanto complesso, quello delle infiltrazioni mafiose a Terni. Episodi dapprima sporadici stanno diventando oggi sempre più frequenti. Pensiamo alla questione rifiuti e a come il cambio di destinazione del carcere di Terni, che oggi ospita detenuti del 41 bis, abbia avvicinato in città parenti e amici di tali carcerati. Non capiamo come il sottosegretario alla difesa Giampiero Bocci e il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, possano continuare a far finta di niente. L’arresto del boss camorristico, che da tempo risiedeva in città trovando rifugio da parenti, non deve essere considerato come un episodio isolato, ma come l’ennesimo campanello di allarme di una situazione che va tenuta sotto costante controllo».

Brega «Gratitudine e orgoglio. Con questi sentimenti – spiega il consigliere regionale Pd Eros Brega – voglio ringraziare le forze di polizia che con l’arresto di Pasquale Sibillo hanno stroncato una importante minaccia di penetrazione della criminalità organizzata nel territorio ternano. La presenza di un pericoloso boss della camorra a Terni è la dimostrazione che non esistono isole felici ma l’azione puntuale e attenta delle forze di polizia alimenta la fiducia nella capacità dello Stato di contrastare la criminalità».

Polizia penitenziaria e Consap «L’Ugl già prima dell’aprile 2014 è stato sempre contrario al trasferimento in massa di trecento detenuti As3 a Terni – si legge in una nota del vice segretario regionale Ugl Polizia penitenziaria, Francesco Petrelli –. La struttura non poteva e non doveva essere ‘riempita’ di nuovi detenuti eccellenti». «Avevamo già lanciato l’allarme – dichiara il Consap, Confederazione sindacale autonoma di polizia, tramite il segretario nazionale Stefano Spagnoli – nel 2010, quando aveva denunciato il rischio di infiltrazioni mafiose a causa della presenza del carcere»

Twitter @tulhaidetto

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One reply on “Terni, il boss in silenzio davanti al giudice e l’avvocato: «Fotografato anche dal barbiere»”

  1. CHE C’E’ DA COMMENTARE? TERNI CITTA’ SICURA???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????? E A QUESTO GLI DANNO IL RITO ABBREVIATO?????????????????????????’!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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