Tutto pronto per l’inaugurazione di una sala di ascolto per le donne vittime di violenza. Il nuovo spazio si trova all’interno della caserma dei carabinieri di Terni in via Radice e nasce come punto di riferimento per quel momento delicato in cui una donna denuncia la violenza subita. L’iniziativa arriva grazie all’opera del Soroptimist International Club di Terni in collaborazione con il comando provinciale dei carabinieri di Terni.
Piano nazionale Il progetto si inquadra nel protocollo d’intesa nazionale ‘Una stanza tutta per sé’, stipulato tra il comando generale dell’Arma dei carabinieri ed il Soroptimist International d’Italia. Il documento con la realizzazione di appositi locali si pone come strumento di sostegno per donne vittime di violenza nei difficilissimi momenti in cui devono, rivivendone il trauma, denunciare l’episodio.
Primo in Umbria Con questo nuovo spazio, il primo in Umbria, nato anche grazie all’impegno del colonnello Giovanni Capasso e della presidente Anna Rita Manuali e di tutte le socie del club Soroptimist di Terni, si fa un passo in avanti per la tutela delle donne vittime di soprusi. «L’aver a disposizione questa area riservata – si legge nella nota del comando dell’Arma – consentirà alle donne vittime di violenza di essere accolte, nel momento in cui confidano, raccontano e testimoniano il loro drammatico vissuto, in un ambiente il più possibile protetto, permettendo nel contempo agli investigatori di muoversi con la massima sensibilità nelle audizioni di persone fortemente provate in un ambiente diverso da quello degli uffici della caserma».
Il nuovo spazio Una sala apposita, con un accesso indipendente, opportunamente separata dagli spazi comuni, tranquilla ed informale, caratterizzata da toni familiari, con arredi, colori ed un’illuminazione sobri ma confortevoli per alleviare le ansie e le insicurezze della denunciante rendendole meno traumatica la confessione di dolori e sofferenze. «Un luogo di ascolto e supporto – prosegue la nota – dove la vittima possa trovare l’ambiente adatto ove potersi aprire ad interlocutori responsabili e di assoluta affidabilità, votati alla comprensione. L’obiettivo è, nel percorso del rispetto e della dignità della sua persona, di fare sentire la vittima accolta ed ascoltata, facendole percepire la massima attenzione che si ha per il suo grave problema».
