di Massimo Colonna
Cambiano i protagonisti nella fase dell’incidente probatorio disposto dal giudice per le indagini preliminari Maruzio Santoloci nell’ambito dell’inchiesta disposta sulle polveri di Prisciano. Mercoledì mattina infatti nelle aule del tribunale di Terni c’è stato il passaggio di consegne tra i vecchi e i nuovi periti ambientali che si occuperanno delle analisi, disposte dal giudice su richiesta del pubblico ministero Raffaele Pesiri.
Nuovi tecnici Nella prima fase erano quattro i periti incaricati: Mauro Sanna, chimico, Nazzareno Santilli, ingegnere chimico, Rino Felici, perito chimico e Ivo Pavan, chimico. Di questi Sanna in passato si era già occupato della vicenda e per questo è stato ritenuto incompatibile, come richiesto dalla difesa dell’unico indagato nel procedimento, un dirigente della Ilserv, nell’udienza del 14 aprile scorso. Dopo la sua uscita di scena anche Santilli e Felici avevano lasciato l’incarico.
Via alle analisi Resta dunque il chimico Pavan, che sarà affiancato da Maurizio Onofrio, tecnico del Policlinico di Torino e da Roberta Spataro, esperta di simulazione di ricaduta. Come disposto dal gip, il nuovo gruppo di lavoro inizierà il lavoro di analisi prima sulle polveri di Prisciano, il quartiere a due passi dall’acciaieria Ast, poi sulla eventuale presenza di agenti inquinanti su aria, acqua e terreno.
Nuova udienza Nel procedimento è dunque indagato un dirigente dell’Ilserv, l’azienda che per conto Ast cura lo smaltimento delle polveri. Tutto è nato da un esposto presentato dai residenti del quartiere, 51 in totale, tramite il lavoro degli avvocati Federica Sabbatucci, Francesca Carcascio, Antonella Dello Stritto e Loris Mattrella. La prossima udienza è fissata all’8 luglio.
