di Fra. Mar.
La decisione del gip di Grosseto di rigettare la richiesta di giudizio immediato avanzata dalla procura nell’ambito dell’indagine per la morte dei tre sub di Perugia, avvenuta lo scorso agosto alle isole Formiche, sarebbe maturata in seguito ad un recente pronunciamento delle sezioni unite della Cassazione che hanno stabilto che il termine di 90 giorni per la presentazione di
L’aggravante Il gip infatti, come scrive lei stessa nel dispositivo con cui ha ritrasmesso gli atti alla procura, specifica che, pur «in ricorrenza dei residui presupposti di legge» non è stato rispettato il termine di cui all’articolo 454 del codice di procedura penale, in quanto la richiesta è stata depositata il giorno 11 novembre quando invece il termine dei 90 giorni era il 10. E i residui presupposti di legge che anche secondo il gip ricorrono, non sono però cosa di poco conto, visto che il giudizio immediato, come recita il codice penale, viene richiesto quando «la prova appare evidente». Il pm Stefano Pizza, che verosimilmente dovrà a questo punto procedere con un 415 bis e poi con la richiesta di rinvio a giudizio, ha comunque le idee molto chiare e ai due indagati Andrea Montrone e Maurizio Agnaletti, titolare e collaboratore del diving, contesta l’aggravante di aver agito nonostante la previsione dell’evento.
LEGGI LE PESANTISSIME CONCLUSIONI DELLA PERIZIA
Incidente probatorio Le difese dei due idagati hanno fatto richiesta di incidente probatorio. I legali Arcioni e Lottini vorrebbero riscreare tutte le condizioni che c’erano il giorno in cui vennero caricate le bombole e caricarle nuovamente. Anche la procura aveva valutato se effettuare una simulazione del genere, ma poi aveva rinunciato, forse per la perentorietà delle conclusioni a cui è giunto il comandante del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Grosseto, che aveva effettuato la perizia, alla presenza di tutte le parti in causa, e quindi anche i difensori degli indagati.
La perizia Nell’eleborato il comandante Chimenti aveva scritto tra l’altro che «Entrambi i compressori – si legge nelle conclusioni della perizia – sono risultati di vecchia costruzione, 1979 e 1997, ed in evidente stato di carente manutenzione e conservazione. In particolare, lo stato dei filtri presenti sull’aspirazione dell’aria per il riempimento è risultato disastroso stante la carenza o assenza di manutenzione e l’impiego di filtri non originali e non idonei all’uso specifico, come previsto nei manuali della ditta». Inoltre, gli esperti hanno rilevato «la mancata osservanza delle prescrizioni imposte dal costruttore sul posizionamento dei motocompressori per la ricarica delle bombole con aria respirabile, con particolare riferimento alle condizioni meteo ( vento) e al posizionamento della presa di aspirazione dell’aria per il riempimento delle bombole. La tipologia di ormeggio della Emery Island, su cui erano posizionati i due motocompressori non poteva seguire i cambiamenti di direzione del vento disattendendo così una delle principali prescrizioni di sicurezza per la vita imposte dal produttore»
