di Francesca Marruco

Pensavano di andare a fare una normale immersione come tante altre ne avevano fatte nella loro vita. Invece dalle acque dell’Argentario non sono mai riemersi da vivi. Accadeva un mese fa la tragedia delle Isole Formiche in cui sono morti i tre sub umbri Fabio Giaimo, Enrico Cioli e Gianluca Trevani. E a un mese e un giorno dalla loro tragica scomparsa, potrebbe finalmente arrivare il tassello mancante al puzzle utile a ricostruire le cause che hanno determinato queste tre morti inspiegabili.

L’esame E’ previsto infatti per giovedì mattina l’esame sui due compressori con cui Andrea Montrone e Maurizio Agnaletti hanno ricaricato le bombole in cui è stato trovato un fiume di monossico di carbonio, che ha ucciso i tre sub perugini e rischiato di fare lo stesso con un quarto, salvato per miracolo. Sarà questo esame finalmente a stabilire se il monossido è stato in qualche modo ‘autoprodotto’ dal compressore o se veniva da fuori, pescato dalla presa d’aria. E va da sé che le due cose hanno implicazioni molto diverse.

30 giorni Intanto però, il giorno del ricordo di Fabio, Enrico e Gianluca è un giorno di dolore, di vicinanza per le loro famiglie e di memoria da tenere viva. Francesca, la moglie di Fabio Giaimo, ha voluto far dire una messa in ricordo di suo marito nella cappella del Santa Maria della Misericordia, in cui lei lavora. Molti i amici e camici bianchi che ancora una volta si sono stretti intorno a lei e alla sorella di Giaimo, Donatella,  per sostenerle in questo momento tanto difficile.

Applauso Alla fine della messa, il sacerdote ha fatto fare anche un applauso in memoria di Fabio Giaimo, che, ha detto, «era pieno di spirito santo ed è nella vita vera con Cristo». Ma le lacrime sul volto di quella donna minuta dagli occhi buoni, che per lunghissimi anni ha vissuto al suo fianco, scorrono copiose. Nessuna fede può far accettare la perdita del compagno di una vita in modo tanto assurdo e tanto prematuro.

Grazie Era stata lei a scegliere di non mettere in giro per la città i soliti ringraziamenti dopo i funerali, ma una lunga missiva firmata Fabio ( Il Doc) che diceva: «Grazie alle “badanti” di mia moglie,mia sorella e della signora Fiore: Ada e Paola,”zia”Rita, Ubaldo e Daniela, Vale ed Elisa, Maria! E ad Arianna, che protegge il mio Bino come una corazza, con Federico ed Andrea, i suoi”fratelli”! Grazie ai sub della Thalassa, in particolare Fabione, Marco, Diego e Mauro, che hanno rischiato la vita per me, impegnandosi con coraggio e perizia…del resto hanno avuto un grande maestro! Grazie a Mauro e Cristiana, Viria, Mauro e Cinzia, Emilio e Chiara, Claudio e Rita: il “picchetto d’onore”che non mi ha lasciato mai solo! Grazie a Gianni e ad Alberto,forza e sostegno per la Franci e Roberto! Grazie all’Azienda Ospedaliera di Perugia, che mi ha ospitato accogliendomi con generosità ed affetto! Grazie al mio “amico” Cardinale Bassetti, a don Mario e a Don Bruno:”tranquillo! Ti starò sempre vicino!” Abbraccio forte forte la mia famiglia: Edoardo (mi raccomando … ti affido mi’ sorella!!), Momi e la zia Nena (avrete molto da fare!)  con la “Congrega” (Benedetta, Pietro ed Andrea), Lalla e Claudia con Francesca, Stella e Manuel, Il Baco, la Poli, Chiara (pensate alla zia Fiore!) Grazie alla Terapia Intensiva di Perugia, Nadia, Adonella e tutti i medici, infermieri e OSS, per quello che avete fatto ma soprattutto farete per aiutare mia moglie! Grazie a tutti i colleghi miei e di mia moglie, a tutti gli amici (non pensavo di averne così tanti) come  Marco e  Patrizia, Sergio e Carla, con i loro splendidi figli, che ci sono stati accanto! Sempre!Infine grazie a tutti i ragazzi che sono venuti a salutarmi … lo sapete che amo i giovani e con loro mi sono sempre divertito tanto!»

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