di Elle Biscarini
Non c’è più il profilo Tinder del giovane accusato dalla ventenne perugina di averla drogata e stuprata. Cancellato, sparito, sembrerebbe già poche ore dopo la violenza sessuale denunciata dalla giovane che ha acconsentito a incontrarlo dopo qualche chiacchiera sull’app. Una mossa, questa del giovane, considerata in ambienti investigativi come una dichiarazione di colpevolezza.
Lei dice di non ricordare il volto del ragazzo che l’ha violentata. Solo qualche dettaglio. Ricorda che non parlava perfettamente italiano. Che le avrebbe detto di avere 25 anni. Ma si sospetta abbia fornito generalità fasulle. Sulla chat d’incontri dove i due si sono conosciuti, entrambi utilizzavano uno pseudonimo. Le conversazioni tra i due sono ora al vaglio della polizia postale, così come i tabulati telefonici. Si cerca anche l’auto con cui lui l’avrebbe riaccompagnata a casa dopo la violenza. «Un’utilitaria grigia», riporta l’avvocato Pietro Giovannini che rappresenta la vittima, forse parcheggiata nelle vicinanze del locale in piazza Grimana dove i due hanno passato la serata di sabato 19 ottobre prima della violenza.
Le indagini per identificare il ragazzo non tralasciano nulla: al setaccio le telecamere del traffico della zona di corso Garibaldi e del locale in cui i due si sono incontrati. Una di queste, punterebbe proprio sul bancone e in direzione dell’ingresso del locale, nei fine settimana molto frequentato, ma che potrebbe aiutare gli inquirenti ad identificare il giovane. Le immagini della telecamera potrebbero anche rivelare se lui le abbia effettivamente messo qualcosa nel bicchiere. Per il risultato del tossicologico sulla ragazza, invece, si attende ancora e poi sarà da valutarne l’attendibilità, considerato che è stato effettuato quasi 48 ore la violenza.
La zona di corso Garibaldi, purtroppo, non è nuova a questo tipo di vicende. In fondo, verso l’Università per stranieri, la via pullula di vita, locali etnici, ristoranti, bar. Qui la sera c’è sempre vociare e non ci sono troppe zone buie. Tuttavia, basta andare un po’ in salita, superare piazza Domenico Lupattelli, ed ecco che cala il silenzio. Le attività commerciali si interrompono, i lampioni diventano meno fitti e spesso vengono intralciati dai vari ponteggi per le ristrutturazioni e dalle auto in sosta a lato strada. Le traverse strette e buie, sono spesso il luogo perfetto per nascoldersi dalla legalità, tra spaccio di droga e vari episodi di violenza. Niente telecamere fino a ben più in su. E se qualcuno urlasse, difficilmente si sentirebbe qualcosa, visti i rumori del traffico e la musica del locale che si affaccia su piazza Grimana che rimbomba per le vie insieme al chiacchiericcio dei giovani frequentatori.
