di Elle Biscarini
Registrazioni di videosorveglianza e accertamenti sul profilo creato dal giovane sull’app di incontri. Si muovono per ora su questi due binari le indagini degli inquirenti sulla denuncia di stupro presentata da una ragazza perugina, riportata ieri da Umbria24. La giovane ha raccontato di essere stata stuprata in un vicolo della zona di corso Garibaldi nella notte tra sabato 19 e domenica 20 ottobre da un ragazzo conosciuto online attraverso un’app di incontri.
Gli investigatori che hanno raccolto la denuncia hanno proceduto all’acquisizione delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Si passano al setaccio le immagini per capire se possano restituire elementi utili sia all’identificazione del ragazzo, che nell’app si era iscritto con uno pseudonimo, sia per ricostruire la sequenza della serata raccontata dalla ragazza.
Secondo quanto risulta, poi, sarebbero state acquisite anche le registrazioni delle telecamere del locale in cui i due avrebbero preso un aperitivo. Qui, sempre secondo la ricostruzione fatta dalla giovane, rappresentata dall’avvocato Pietro Giovannini, lui le potrebbe aver messo la droga nel bicchiere. Anche queste immagini potrebbero rivelarsi fondamentali per capire cosa è effettivamente accaduto nella prima parte della serata.
Contestualmente, gli investigatori stanno compiendo anche una serie di accertamenti tecnici per tentare di identificare il giovane attraverso il profilo utilizzato sull’app di incontri. I due binari di indagine dovrebbero a stretto giro permettere agli inquirenti di dare un nome al coetaneo che la ventenne ha accusato di violenza sessuale, sostenendo anche di essere stata drogata.
In questo senso, l’avvocato Giovannini risulta tuttora in attesa dell’esito degli esami tossicologici. Questi ultimi, tuttavia, sono stati eseguiti 48 ore dopo la serata che i ragazzi hanno trascorso insieme. Sarà pertanto necessario valutarne l’attendibilità qualsiasi sarà il risultato.
