La sezione centrale d’appello della Corte dei Conti ha accolto gli appelli presentati dai soggetti condannati in primo grado a risarcire il Comune di Terni e l’Università degli studi di Perugia per le operazioni propedeutiche alla realizzazione del Polo di biotecnologie nella città di San Valentino. Si tratta, tra gli altri, dell’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo e dell’ex rettone Unipg Francesco Bistoni. La recente sentenza annulla di fatto la condanna al risarcimento per danno erariale che nel caso di Di Girolamo e Bistoni ammontava a ben 104.000 euro ciascuno.

Nello specifico, gli amministratori erano accusati dalla Procura contabile di indebita concessione di immobile pubblico ad operatore economico privato e di erogazione illegittima di ingenti contributi pubblici a fondo perduto per la realizzazione del Polo di Biotecnologie in Terni, Colle Obito. Tuttavia, in Appello, i giudici, richiamando i contenuti essenziali del protocollo d’intesa stipulato nel 2012 tra la Comunione dei proprietari (Regione Umbria, Provincia di Terni, Comune di Terni, Azienda ospedaliera S. Maria di Terni, Università di Perugia) della nuova sede della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Polo scientifico didattico, il Comune di Terni, l’Università di Perugia e il “Polo d’innovazione genomica, genetica e biologica società consortile, hanno annullato la condanna di primo grado per insussistenza dell’elemento soggettivo della colpa grave, alla luce delle modifiche legislative introdotte nel 2026.

Contrariamente a quanto stabilito dal giudice di primo grado, la Corte d’Appello ha riconosciuto che la creazione di un laboratorio di biotecnologie fosse coerente con le finalità istituzionali dell’Università (ricerca e formazione) e del Comune di Terni (sviluppo del territorio e modernizzazione). Pur confermando che l’affidamento diretto al privato è avvenuto in violazione delle norme, la Corte ha annullato il risarcimento perché, secondo i nuovi parametri legali del 2026, il comportamento del sindaco, del rettore e degli altri funzionari non è stato ritenuto caratterizzato da colpa grave.