di Ivano Porfiri e Francesca Marruco
Sarà arrivata a quell’appuntamento carica di aspettative. Invece da quell’angolo di Trasimeno, la studentessa cinese trovata morta sabato notte dietro un cespuglio, non ha fatto più ritorno. Perché l’uomo con cui ha passato le sue ultime ore in vita, che incontrava per la prima volta dopo due mesi di chattate continue, non l’ha soccorsa quando lei si è sentita male. L’operaio fiorentino 37enne incensurato, individuato dai carabinieri del reparto operativo di Perugia, ha anzi nascosto il cadavere della giovane dietro un cespuglio nella zona di Monte del Lago e poi è scappato via.
Drogata Potrebbe averla drogata, non è chiaro se a insaputa della ragazza oppure no. Sicuramente le ha fatto assumere droga. Sembrerebbe droga sintetica, forse extasy. Forse mescolata all’alcol. Particolari che verranno chiariti dagli esami tossicologici sul corpo della giovane. Lui è stato interrogato per tutta la notte dai carabinieri di Perugia che lo hanno trovato chiuso nella sua casa di Firenze. Per lui è scattata una denuncia a piede libero per omissione di soccorso, occultamento di cadavere e morte come conseguenza di altro delitto.
Martedì autopsia Intanto l’autopsia sul corpo della giovane verrà effettuata probabilmente martedì mattina. E’ però impossibile che i primi riscontri sulle eventuali sostanze assunte arrivino già domani. Ci vorrà almeno qualche settimana per gli esiti definitivi degli esami tossicologici, indispensabili per dimostrare quello che fino a questo momento è solo ipotizzato. Da una prima ricognizione cadaverica esterna e da esami radiologici, la giovane non avrebbe fratture che potrebbero far pensare ad una morte diversa da quella dovuta ad un malore.
Le indagini I carabinieri del reparto operativo di Perugia e della compagnia di Città della Pieve hanno lavorato fin dalle prime ore dal ritrovamento del cadavere cercando di ricostruire le ultime ore di vita della ragazza. Sentite in prima battuta le coinquiline della 19enne, che arrivata a Perugia a marzo viveva in un appartamento di via XX Settembre, hanno ben presto individuato la persona che doveva incontrare. E’ emerso infatti che la 19enne, sabato si era allontanata da Perugia, per incontrare un ragazzo italiano con cui aveva un intenso rapporto virtuale.
Punti da chiarire Il lavoro serrato dei carabinieri guidati dal tenente colonnello Pierugo Todini e coordinati dal sostituto procuratore Massimo Casucci, ha portato all’individuazione in poco tempo dell’identità del 37enne. Ora restano da incastrare le ultime tessere del puzzle: i risultati dell’autopsia saranno in questo decisivi, come anche le parole del giovane. Per capire come possa essere morta una donna così giovane, se in effetti quando il corpo è stato abbandonato fosse già senza alcuna speranza e poi perché nella mente di una persona possa scattare l’impulso di lasciarla esanime su una piazzola in riva al lago.
Il console a Perugia Intanto, la famiglia della giovane cinese, potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Il console è stato a Perugia lunedì pomeriggio per assumere quante più informazioni possibile sulla vicenda. La giovane, che studiava all’università per stranieri era in Italia insieme ad alcuni amici cinesi. Adesso sono sotto choc. Nessuno poteva immaginare che un incontro romantico potesse finire in modo tanto tragico e assurdo.
Andava a Bologna Lei sarebbe rimasta a Perugia ancora per poco tempo: a settembre infatti avrebbe iniziato un corso di laurea all’accademia d’arte di Bologna. A Perugia, dove era arrivata a marzo col progetto Turandot, i compagni di classe e le docenti la descrivono come una ragazza riservata e pacata, che stava spesso sulle sue. E che forse si è fidata dell’uomo sbagliato.
