Guido Conti

di Maurizio Troccoli

Non usa mezze parole il comandante regionale del corpo Forestale dello stato, Guido Conti: «Ai miei uomini ho detto di arrestare i bracconieri qualora fossero acciuffati sul fatto, mentre catturano nelle loro terribili trappole qualsiasi animale, con l’accusa di maltrattamento».

VIDEO. BRACCONIERI IN TRAPPOLA

Bracconieri in trappola Ora sono i bracconieri a rischiare di cadere nella trappola della Forestale: «Abbiamo disseminato – dice Conti – tutto il territorio regionale di ‘fototrappole’ e microcamere, impossibili da vedere a occhio nudo, di dimensioni piccolissime, per acciuffare quel gran numero di bracconieri che allestiscono trappole per catturare animali di ogni specie». E’ già possibile tirare un bilancio della nuova operazione messa a punto dalla Forestale umbra che solo nel 2013 ha sorpreso sul fatto 5 bracconieri. «Ogni comando stazione di questa regione, dai centri più importanti fino alle lontane periferie delle montagne ha in dotazione un numero davvero copioso di strumenti di ultima tecnologia che consente di fotografare tutto ciò che si muove. Si tratta di apparecchiature dotate di fotocellule che consumano pochissima energia e quindi possono rimanere a lungo accese, poichè si attivano soltanto quando percepiscono un movimento», ancora Conti.

Un investimento che è un risparmio Le risorse impiegate per l’implementazione tecnologica del corpo Forestale dello stato dell’Umbria, rappresentano un risparmio nella spesa generale. A spiegarlo è ancora Conti. «Queste apparecchiature ci permettono oltre al fatto di raggiungere risultati concreti e interessanti in breve tempo, anche di risparmiare sul ricorso agli uomini impiegati nelle operazioni di monitoraggio e perlustrazione delle nostre aree calde. Inoltre favorisce una maggiore capillarità. Tradotto – ancora Conti – con l’utilizzo di queste piccole videocamere riusciamo ad avere molte più sentinelle di prima, in molti più posti, risparmiando sul personale in maniera significativa».

Sofferenze atroci Guido Conti tiene a sottolineare quanto siano «inaccettabili» le pratiche delle trappole per la cattura degli animali. «Il più delle volte l’animale – dice Conti – dopo estenuanti tentativi compiuti con ogni forza per liberarsi dai lacci, dalle reti o dagli altri strumenti adoperati, muore o d’infarto o dissanguato e comunque al limite delle più atroci sofferenze. Queste pratiche devono essere fronteggiate con tutti gli strumenti possibili e noi non ci fermeremo, poichè la sofferenza procurata all’animale è l’esempio del più inaccettabile imbarbarimento del genere umano».

Dettagli tecnici Al comandante regionale, durante una conferenza stampa, è stato chiesto come fanno gli agenti a riconoscere gli autori e ad arrestarli. «Queste microcamere – conclude Conti – hanno la capacità di fotografare e riprendere ad alta definizione. Quando andiamo ad analizzare le immagini, sono talmente nitide che è operazione semplice individuare l’autore. Essendo poi le nostre realtà molto piccole e i nostri uomini a conoscenza di ambienti e persone dedite a questo tipo di attività, incrociando pochi elementi, facilmente si stringe il cerchio attorno all’autore».

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