Un 19enne di Perugia è indagato per atti persecutori aggravati nei confronti dell’ex fidanzata, una ragazzina di 16 anni. La misura cautelare è stata disposta dalla giudice per le indagini preliminari di Perugia. Questa mattina si è tenuto l’interrogatorio di garanzia davanti al gip. Il giovane è difeso dall’avvocato Salvatore Cavuoti.

La misura Nei confronti del 19enne sono stati disposti il divieto di avvicinamento alla ragazza a meno di mille metri, il divieto di comunicare con lei con qualsiasi mezzo e l’applicazione del braccialetto elettronico. L’ordinanza prevede anche prescrizioni sui luoghi frequentati dalla persona offesa, tra abitazione, luoghi di studio, sport e attività ricreative. 

L’accusaSecondo gli atti giudiziari  della Procura di Perugia il giovane avrebbe costretto la minorenne a cambiare abitudini di vita dopo la fine della relazione sentimentale, cessata per volontà della ragazza. La contestazione riguarda condotte moleste e minacciose, aggravate dalla precedente relazione affettiva, dalla minore età della persona offesa e dall’uso di strumenti telematici. Dagli atti emerge che il 19enne avrebbe inviato alla 16enne messaggi WhatsApp con minacce e offese. Dalle carte risultano frasi come «tanto te ammazzo», «mado te rovino stasera», «non mi importa delle conseguenze», «me preoccupa che qualcuno ce rimarrà male», «quando ci vediamo vedrai non mi importa delle conseguenze», «stasera alla festa vedi» e «eh siasra alla festa vedi». Sono citate anche espressioni offensive a sfondo sessuale rivolte alla ragazza. Dopo il blocco del numero, sarebbero proseguite telefonate da utenze anonime o diverse da quella abitualmente usata dal ragazzo.

Le indagini La vicenda è emersa dopo la denuncia presentata dalla madre della minorenne ai carabinieri di Ponte Pattoli. In una prima fase – secondo quanto riportato nell’ordinanza – la ragazza aveva ricevuto numerose chiamate anonime, fino a 18 al giorno, e messaggi da persone sconosciute, dopo la diffusione del suo numero su piattaforme di chat di amicizie e incontri per adulti. Sconosciuti che le chiedevano amicizia e incontri. Gli accertamenti avrebbero poi ricondotto all’ex fidanzato. La 16enne – sentita con l’assistenza di una pedagogista e assistente sociale – avrebbe riferito che il ragazzo già da gennaio aveva iniziato a essere aggressivo e offensivo attraverso messaggi telefonici, senza però comportamenti analoghi quando i due si incontravano di persona.

Le conseguenze Secondo il giudice le condotte contestate hanno inciso sulla quotidianità della minorenne. La ragazza avrebbe bloccato l’utenza dell’ex fidanzato, filtrato le chiamate, limitato i contatti telefonici e rinunciato a partecipare a una festa paesana per il timore di incontrarlo. Nell’ordinanza si legge che il racconto della persona offesa è stato ritenuto dettagliato e coerente. Per la gip sussistono gravi indizi di colpevolezza e un pericolo concreto e attuale di reiterazione, legato alla «perseveranza» dimostrata dal giovane nel tentare di riallacciare la relazione nonostante il rifiuto della ragazza.

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