In attesa dell’aggiudicazione dell’appalto per la pubblica illuminazione a Terni, è scontro al Tar tra le parti. Dopo la dichiarazione di pubblico interesse per la proposta di project financing avanzata da Asm da parte del Comune, la concorrente Enerstreet, ritenendo illegittima la propria esclusione, aveva chiesto all’ente l’accesso a tutta la documentazione amministrativa, tecnica ed economica della società di via Capponi. Palazzo Spada però aveva negato tale opportunità, perché nel frattempo scaduti i termini di legge per impugnare casomai la deliberazione del consiglio comunale che definiva non fattibile il piano Enerstreet.
Per questa ragione si è aperta la controversia davanti al Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria che ha dato sostanzialmente ragione al Comune che non ha trasmesso tutti gli atti, a gara pubblica in corso, per non alterare la parità tra gli operatori. In sintesi, laddove Enerstreet chiede documenti per verificare la correttezza del procedimento di valutazione e dimostrare l’eventuale illegittimità della scelta del Comune di favorire la proposta di Asm rispetto alla propria, il Tar ritiene che ci siano documenti sensibili che, come disposto da Palazzo Spada, non possano essere condivisi perché ciò determinerebbe un concreto pregiudizio alla concorrenza; gli atti in questione custodiscono inoltre segreti tecnici e commerciali che costituiscono il know-how aziendale di Asm da proteggere, soprattutto in questa fase che precede l’aggiudicazione di gara.
