La festa di San Sebastiano celebrata nel gennaio scorso a Perugia

Dal concorso unico regionale ai nuovi parametri, dalla gestione associata fino a sicurezza, formazione, welfare, tutele legali e molto altro. Sono questi alcuni dei capitoli chiave al centro della proposta di riforma della legge regionale sulla polizia locale in Umbria; il testo, visionato da Umbria24, è il frutto del lavoro della sottocommissione, formata dai dem Filipponi e Michelini, dalla forzista Pernazza e dal leghista Melasecche, che ha unificato le due proposte avanzate da maggioranza e opposizione.

Adeguamento La proposta interviene in maniera molto vasta sulla legge regionale del 2005, con l’obiettivo di adeguarla all’evoluzione normativa e organizzativa degli ultimi vent’anni. Tra le novità di maggiore c’è la possibilità per la Regione di bandire un corso-concorso unico regionale per la selezione degli agenti, al quale i Comuni potranno aderire attraverso specifiche convenzioni. La graduatoria sarà poi utilizzata dagli enti partecipanti per le assunzioni, mentre il percorso formativo, gestito dalla Scuola umbra di amministrazione pubblica, comprenderà prove selettive, formazione, verifiche finali e test di efficienza fisica.

Gli organici Sul fronte degli organici cambia anche il parametro di riferimento per il personale: il rapporto passa da un agente ogni 700 abitanti a uno ogni mille, pur con la possibilità di deroghe nei territori caratterizzati da particolari esigenze di sicurezza, da forte afflusso turistico o da specifiche criticità. La proposta disciplina inoltre in modo più dettagliato i casi in cui gli agenti potranno operare fuori dal territorio dell’ente di appartenenza, ad esempio per missioni di supporto, emergenze, calamità naturali o interventi conseguenti a reati commessi nel proprio territorio. La riforma punta anche a rafforzare la gestione associata dei servizi tra Comuni, prevedendo sia forme stabili di organizzazione condivisa sia accordi temporanei per l’impiego di personale tra amministrazioni diverse. Per incentivare questi strumenti viene istituito un fondo regionale dedicato.

Sicurezza Per quanto riguarda la sicurezza degli operatori, i servizi esterni considerati ad alto rischio dovranno essere svolti obbligatoriamente da almeno due agenti. Gli enti locali potranno inoltre dotare il personale di strumenti di autotutela non letali, oltre alle armi di ordinanza, mentre viene confermato che il volontariato potrà collaborare solo in attività aggiuntive e mai sostitutive rispetto ai compiti della polizia locale. Nel testo ci sono anche nuove forme di tutela per gli operatori come il fondo regionale per sostenere le spese di difesa legale nei procedimenti penali legati al servizio, insieme a percorsi di supporto psicologico per affrontare situazioni di particolare stress. Oltre a ciò si parla anche della Giornata regionale della polizia locale, fissata al 20 gennaio, ricorrenza di San Sebastiano, durante la quale saranno assegnati riconoscimenti agli agenti distintisi per meriti di servizio.

Il ruolo della Regione Tra le innovazioni organizzative figura un rafforzamento del ruolo della Regione, che coordinerà l’integrazione dei sistemi informatici e radio, favorirà l’accesso alle banche dati per il controllo dei veicoli, monitorerà gli incidenti stradali e metterà a disposizione degli enti locali un servizio di supporto giuridico-amministrativo con modulistica e regolamenti uniformi. Attraverso PuntoZero saranno inoltre centralizzati gli acquisti di uniformi, dotazioni ed equipaggiamenti per ottenere economie di scala e standardizzare le forniture.

Il Comitato Modificato anche il Comitato tecnico consultivo, ampliando la rappresentanza sindacale, ridefinendo la composizione territoriale e stabilendo la gratuità dell’incarico, senza compensi né rimborsi spese. Una volta approvata in via definitiva la proposta, i regolamenti comunali e provinciali dovranno essere modificati entro sei mesi, con la previsione che gli enti inadempienti perdano l’accesso ai finanziamenti regionali destinati alla sicurezza urbana e all’attuazione della stessa riforma.

Le risorse Lunedì il testo è stato al centro dell’audizione in Prima commissione dell’Assemblea legislativa della presidente della Regione Stefania Proietti e dell’assessore Francesco De Rebotti. Nel corso dell’incontro Proietti ha annunciato che nell’assestamento di bilancio la Giunta intende destinare 450 mila euro nel prossimo triennio all’attuazione della riforma, pari a 150 mila euro all’anno. A queste risorse si aggiungeranno altri 44 mila euro per la sicurezza urbana, destinati ai patti per Perugia e Terni, oltre ai 165 mila euro già stanziati. Tra i temi affrontati anche quello dei trattamenti sanitari obbligatori, rispetto ai quali, ha detto Proietti, «è necessario delimitare le azioni degli agenti della polizia locale nella forma più chiara possibile, e serve una formazione specifica degli agenti». Proietti ha inoltre ricordato che il nuovo Piano regionale della salute mentale dovrà rafforzare le attività di prevenzione per ridurre il ricorso ai Tso, sottolineando come l’Umbria registri una percentuale superiore alla media nazionale.

Assunzioni stagionali Tra le ipotesi messe sul tavolo dalla presidente anche la possibilità di assunzioni stagionali per i Comuni a forte vocazione turistica e quelli interessati da numerosi eventi. Tra le priorità anche il potenziamento della formazione, il rafforzamento della videosorveglianza nei piccoli Comuni e la creazione di una piattaforma informatica dedicata agli operatori. La presidente ha poi chiesto che sulla proposta venga organizzato un ulteriore momento di confronto con tutti i Comuni umbri, coinvolgendo Anci, sindaci e comandanti della polizia locale. Richiesta accolta dal presidente della Prima commissione Francesco Filipponi. L’assessore De Rebotti ha invece illustrato le (numerose) osservazioni predisposte dalla giunta, annunciando il deposito delle relative proposte emendative nelle prossime ore.

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