di Ivano Porfiri
Indagini sulla base di denunce circostanziate sono state aperte di recente dalla Corte dei conti dell’Umbria su presunti sprechi sui rimborsi ai consiglieri e ai gruppi politici in Regione, Provincia e Comune di Perugia. Lo dice il procuratore regionale della Corte dei conti dell’Umbria, Agostino Chiappiniello, ai microfoni di Umbria24 (VIDEOINTERVISTA). Il procuratore annuncia presto nuove verifiche attraverso la guardia di finanza o le altre forze dell’ordine.
Procuratore, in questi giorni si parla molto degli sprechi della politica. Come e dove si è mossa la Corte dei conti dell’Umbria?
«Se ci riferiamo alle sedute consiliari, ai rimborsi benzina, alle indennità, noi abbiamo aperto delle istruttorie sulla base di denunce circostanziate fatte dai giornali. Queste istruttorie sono veramente nella fase iniziale, perché sono di qualche giorno fa, ma saranno avviate presto le indagini del caso, saranno fatte le deleghe alla guardia di finanza o ad altre forze di polizia per verificare se ci siano casi di “mala gestio” o casi di malaffare. Presto ci saranno novità e ne sapremo di più».
Dove?
«Per adesso non le abbiamo aperte in tutti gli enti ma a Perugia sicuramente al Comume e alla Provincia. Alla Regione anche c’è qualcosa (un fascicolo riguardante i rimborsi percepiti dal consigliere Roberto Carpinelli, per il quale la gdf ha acquisito documenti fra luglio e agosto, ndr). Le denunce circostanziate spesso vengono dalla stampa che è una delle fonti che interpreta il sentimento collettivo della comunità locale».
Cosa si sente di rispondere a chi sostiene che viene messa in discussione l’autonomia della politica?
«L’autonomia politica è un diritto sacrosanto e non è una cosa di cui io mi posso occupare né voglio occuparmene. L’autonomia finanziaria, invece, sempre è soggetta al controllo della Corte per quanto riguarda il controllo (sezione regionale di controllo), per quanto riguarda la procura regionale (attività requirente) noi possiamo controllare tutti i capitoli e tutte le spese che si presentano non convincenti sulla base di denunce circostanziate».
Un meccanismo, questo della denuncia circostanziata, spesso criticato.
«In effetti la denuncia circostanziata, introdotta con l’articolo 17 comma 30 ter della legge 102 del 2009, ha tagliato le unghie all’agire della Corte dei conti perché, senza denuncia circostanziata, la Corte e la procura non possono agire e gli atti posti in essere in violazione di questa norma sono radicalmente nulli, quindi è un modo per bloccare e creare un vulnus a quella che è l’azione obbligatoria del procuratore regionale perché se non c’è la denuncia non può operare».
Nelle intenzioni del governo, annunciate sulla scorta degli scandali, si parla di un controllo più rigoroso delle spese della politica affidato alla Corte dei conti. Cosa ne pensa?
«Se ne sta parlando, io non ho visto la norma ma parlare di certificazioni con sanzioni in via generica francamente non so quanto sia fondato. Io credo che un controllo collaborativo non soddisfi e non diffidi i vari amministratori a operare in maniera corretta. Credo che non un sistema sanzionatorio ma un sistema risarcitorio, che prevede però una sanzione, possa dare un qualche risultato dando agli amministratori quel senso il senso di responsabilità e quindi la volontà di operare nell’interesse pubblico in maniera più conforme».

