di Chiara Fabrizi
Appuntamento rimandato e telefoni spenti. È saltata la riunione di giunta che il sindaco Daniele Benedetti aveva annunciato lo scorso 27 luglio per «illustrare la riorganizzazione e riassegnazione delle deleghe». Nonostante i due mesi e mezzo trascorsi dal «congelamento» degli assessori e i vari segnali arrivati negli ultimi tempi, la squadra di governo non è ancora stata rimessa in sesto.
Appuntamento mancato Cosa sia successo mercoledì non è chiaro. Di sicuro c’è che per tutta la giornata è stato impossibile parlare con il sindaco e i suoi più stretti collaboratori, ma anche, ad esempio, con il segretario locale del Pd. Gli assessori, quelli rimasti in città, hanno fatto sapere di non avere alcuna convocazione calendarizzata per mercoledì e che forse una giunta potrebbe esserci venerdì. Per il resto bocche cucite.
Casa Pd Quel poco che si sa è che negli ultimi giorni si sarebbero susseguiti una serie di incontri tra il sindaco e la segreteria locale e provinciale del Pd e altri ne potrebbero venire. Segno, insomma, che nella partita della giunta una quadra non è ancora stata trovata. L’impressione è che le anime democratiche siano particolarmente in fermento e che la ridistribuzione delle deleghe sia la prima avvisaglia di una battaglia di ben altra portata che potrebbe consumarsi nei prossimi mesi. Per oggi, però, di certo c’è solo l’appuntamento mancato e una città ancora senza una giunta.
Forse domani, forse venerdì Quanto tempo si dovrà attendere prima della formalizzazione di nomi e deleghe, neanche a dirlo, non è chiaro. C’è chi dice questione di poco, forse giovedì, forse venerdì magari proprio dopo quella giunta di cui parlano gli assessori. Ma c’è anche chi la mano sul fuoco non la metterebbe.
Rimpasto deleghe Oltre ai tempi, però, ci si interroga anche sull’assetto vero e proprio della giunta. L’ipotesi più probabile è che l’intera manovra politica disegnata dal sindaco, dal «congelamento» alle consultazioni, finisca con il tradursi, come molti avevano temuto fin dalle prime ore, in un rimpasto delle deleghe fino a maggio in mano agli assessori. Una ridistribuzione di incarichi, dunque, con pochissimi spiragli per il possibile ingresso di nomi e volti nuovi.

