La Corte dei conti dell'Umbria

Nessuna responsabilità amministrativa a carico della responsabile pro tempore di un Centro per i Disturbi da Alimentazione Incontrollata dell’Umbria per l’incidente che nel 2018 vide una paziente obesa cadere da una sedia all’interno della struttura sanitaria. La Corte dei Conti dell’Umbria ha infatti rigettato la domanda della Procura regionale che chiedeva la condanna del medico al risarcimento di 10.711 euro, pari alla quota di danno contestata dopo che l’azienda sanitaria aveva transatto una causa civile promossa dalla degente. Lo rende noto la stessa Corte dei Conti in un comunicato.  

Sentenza La vicenda trae origine dalla caduta di una paziente ricoverata nel settembre 2018 presso il centro specializzato nella cura delle grandi obesità. Accompagnata da un’operatrice sociosanitaria all’interno dell’ufficio di segreteria per depositare alcuni effetti personali – è la ricostruzione – la donna si era seduta su una sedia con rotelle, scivolando e riportando diverse contusioni. In seguito l’azienda sanitaria aveva definito la controversia civile con un accordo transattivo da oltre 21 mila euro. La Procura contabile aveva quindi sostenuto che la responsabile del centro, in qualità di datore di lavoro, avesse violato gli obblighi di prevenzione del rischio cadute e di adeguata organizzazione degli spazi, consentendo la presenza di una sedia non idonea a pazienti obesi in un locale frequentato anche dai degenti.    

Motivazioni Il collegio della Sezione giurisdizionale regionale, presieduto da Giuseppe De Rosa e composto da Giuseppe Vicanolo ed Elisabetta Conte, relatrice della sentenza, ha però escluso sia la sussistenza della colpa grave sia il nesso causale tra la condotta contestata alla responsabile e il danno subito dall’azienda sanitaria. Secondo i giudici il locale in cui avvenne l’incidente non era destinato ai pazienti, che vi accedevano solo occasionalmente e per brevi periodi accompagnati dal personale. Inoltre non è stato dimostrato che la responsabile avesse autorizzato un utilizzo diverso della stanza o che fosse a conoscenza di eventuali criticità degli arredi.      

Decisione Nelle motivazioni si evidenzia anche come l’operatrice sociosanitaria presente al momento dei fatti fosse a conoscenza della presenza di una sedia non idonea e avrebbe dovuto vigilare affinché la paziente non la utilizzasse. Proprio questa circostanza è stata ritenuta assorbente nell’interruzione del nesso causale tra la presunta omissione della responsabile del centro e l’infortunio della degente. Per queste ragioni la Corte dei conti ha respinto la domanda della Procura regionale e ha condannato l’amministrazione al rimborso delle spese legali sostenute dalla convenuta.  

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