Spoleto, attacco frontale delle categorie: «Città fuori controllo, pronti a lavorare per alternativa»
di Chiara Fabrizi
«La città è completamente fuori controllo». È un attacco frontale durissimo quello che le associazioni di categoria del territorio hanno riservato all’amministrazione comunale. Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Cna e Confartigianato hanno rotto compattamente gli indugi invocando più volte il principio «della persona giusta al posto giusto» per strappare dall’«agonia» il bel ducato. Una priorità assoluta che non tollera tentennamenti, ma anzi richiede quel famoso «cambio di passo» di cui si parla da tempo. La rincorsa è lunga ma il salto finale è tutt’altro che stanco: «Siamo pronti – ha spiegato per tutti Maria Flora Monini, presidente di Confindustria – ad attuare un’alternativa alla guida della città».
La rabbia delle categorie cova da diversi mesi. Nel tempo più di un segnale è stato lanciato ma nessuno, a palazzo municipio, sembra averlo registrato e messo sotto la lente. Motivo per cui ora tra le associazioni la misura è definitivamente colma. «Siamo costretti a denunciare una situazione fuori controllo, un’agonia di cui nessuno prende atto con una politica che si limita ad uno sterile esercizio di ragioneria», mentre qui servono rapidamente «iniziative e soluzioni valide». Diversamente gli effetti rischiano di diventare «fatali». Pesa, è ovvio, il congelamento delle deleghe agli assessori operato dal sindaco Daniele Benedetti che ormai da due mesi priva la città di una giunta. «Mancano anche gli interlocutori, non sappiamo con chi confrontarci», spiegano smentendo quella piena operatività più volte assicurata dal primo cittadino.

Maria Flora Monini presidente Confindustria e Andrea Tattini presidente Confcommercio (foto Fabrizi-U24)
Dalla segnaletica alla Tre valli La rincorsa è lunga e tanti sono i fronti sui quali, secondo le categorie, si è agito con «un’approssimazione intollerabile». Riferiscono di un piano di marketing «vecchio, costoso e inutile», sbattono i pugni per i «ritardi infiniti e inspiegabili» della segnaletica turistica che, come qualcuno ricorda dalla platea, «i Lions erano pronti a finanziarie già nel 2010 ». Poi c’è la questione dei gazebo di bar e ristoranti, da smontare e rimontare ogni 8 mesi con costi elevatissimi, lo svincolo della Tre valli non previsto dal progetto e per il quale servono risorse. «Ma le questioni sono tante, in generale manca – è il coro – una strategia di sviluppo operativa che scongiuri l’inesorabile collasso economico e sociale a cui sembriamo destinati».
L’affondo delle categorie è impietoso. «Non siederemo più a tavoli di concertazione convocati solo per permettere all’amministrazione di giustificare le proprie scelte strumentalizzando la nostra presenza. È il momento di adottare il semplice principio della ‘persona giusta al posto giusto’, la politica deve nominare per competenza e meritocrazia, dimenticando quelle logiche partitiche che hanno determinato una situazione attuale gravissima, insistere – dicono – sarebbe fatale». E poi l’annuncio: «La sfiducia ci spinge a dichiarare che se la politica non ci coinvolgerà nella gestione delle risorse e nella scelta di un programma di risanamento sociale ed economico siamo pronti ad attuare un’alternativa alla guida politica della città».





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