di Chiara Fabrizi
Perde il controllo dell’autoarticolato e finisce fuori strada. È morto così, forse a causa di un malore, Tito Scapeccia, 58 anni, che viveva a Valtopina ma era molto conosciuto anche a Nocera Umbra.

L’incidente autonomo si è verificato lungo la statale di Forca di Cerro, in prossimità del cimitero monumentale di Spoleto. Il camionista, che era dipendente di una ditta di Gualdo Tadino, ha perso il controllo del mezzo poco prima di una curva a gomito ed è finito nel terreno sottostante al lato della carreggiata, infilandosi col tir in un punto sprovvisto di barriere di protezione. Inutili i soccorsi prestati dai sanitari del 118, subito allertati da un collega della vittima, che viaggiava dietro Scapeccia con un altro mezzo pesante e, almeno parzialmente, ha assistito alla scena.
Stando a una prima ipotesi Scapeccia sarebbe stato colpito da un malore mentre era alla guida dell’autoarticolato e non è escluso che abbia tentato di compiere la manovra considerata meno pericolosa per se stesso e per gli altri automobilisti, portando il camion nella scarpata sottostante.
Enorme il dolore che la morte di Scapeccia ha suscitato tra Nocera Umbra e Valtopina. Il sindaco di quest’ultimo Comune, Gabriele Coccia, raggiunto telefonicamente ha spiegato: «Perdiamo un pilastro della nostra comunità, un volontario del Gruppo comunale di Protezione civile, che aveva anche coordinato in passato. Esprimo a nome di tutta l’amministrazione cordoglio e vicinanza ai familiari per questa grave e improvvisa perdita».
Profondo il dolore anche a Nocera Umbra, dove Scapeccia, che lascia moglie e tre figli grandi (e non due come scritto in un primo momento), era uno dei volti più noti della comunità, essendo stato per anni protagonista del Palio dei quartieri sia come cavaliere di Porta Santa Croce che del rivale Borgo San Martino. «Gli venne perdonato anche di aver partecipato al “gioco del roccio” prima per l’uno e poi per l’altro quartiere e rimarrà nella storia della festa per questo» è scritto in un post sui social, che ricorda Scapeccia come «unico, impetuoso e inimitabile con quella sua risata che ti rimaneva addosso, un trascinatore, un fiume in piena travolgente, col suo modo di fare passionale e sempre pieno di energia. Ci mancherai caro Tito».
