di Chia.Fa.
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Riaccertamento approvato a maggioranza e con riserve. L’agognata certificazione è arrivata, ma di certo non rasserena gli umori di Palazzo. Già, perché la lunga ricognizione contabile compiuta a più riprese dagli uffici del municipio ha incassato il via libera solo di due dei tre componenti del collegio i quali, comunque, non hanno mancato di calcare la mano su criticità già evidenziate. A esprimersi «non favorevolmente» è stata, invece, la presidente Ada Pompili che ha «dissentito» su svariate questioni, rilevando «l’incertezza del saldo calcolato», vale a dire del buco di bilancio che sabato mattina la giunta ha quantificato con delibera in 9.1 milioni di euro.
Rebus consiglio comunale E ora il timore che aleggia a Palazzo è quello di non riuscire a tenere compatta la maggioranza che giovedì in consiglio comunale dovrebbe essere chiamata ad approvare il riaccertamento, anche se la pratica non è ancora stata iscritta all’ordine del giorno. Sì, perché con un parere approvato a maggioranza e con riserve il risultato in aula è tutt’altro che scontato, specie considerando la delicatezza della partita e pure le intemperanze degli alleati socialisti.
Um e il rischio dei debiti fuori bilancio Di dubbi, del resto, ne hanno sollevati diversi anche Paolo Burini e Michele Antonini, i due revisori che si sono espressi favorevolmente. In particolare, a non convincere gli esperti sono i «rapporti contabili di debito e cretido con Umbria Tpl e Mobilità spa», intorno ai quali l’amministrazione viene invitata a «valutare con la massima attenzione e prudenza l’eventuale insorgenza di debiti fuori bilancio». Nel mirino, inutile dirlo, c’è ancora quel milioni di euro versato dal Comune nelle casse della società trasporti.
Incongruenze per 380 mila euro e incognita partecipate Senza contare che tra i prospetti del riaccertamento consegnati ai revisori e quelli precedentemente controllati dal collegio emergono discrepanze su tre poste di bilancio, per una variazione complessiva che si aggira intorno ai 380 mila euro. Resta, poi, il nodo della salute contabile delle partecipate su cui i i revisori non hanno potuto compiere alcun approfondimento, causa indisponibilità dei documenti del caso. Riserve, queste, che si sommano alle già rilevate «carenze organizzative dell’Ente» e, soprattutto, pesano come un macigno sulla conclusione dell’iter che, come noto, dovrà essere deliberata in consiglio comunale. Mercoledì intanto la pratica approderà in commissione.
Le parole del sindaco «Prendiamo atto del lavoro svolto e del parere favorevole emesso sul nuovo risultato di esercizio – ha dichiarato il Sindaco Daniele Benedetti – che, pur restando rilevante e che obbliga l’amministrazione a redigere un piano triennale di rientro che permetta il recupero del disavanzo accertato, è tuttavia minore di quello emerso dal precedente del riaccertamento. Va sottolineato comunque che sia la prima che la seconda fase del riaccertamento sono state ispirate dalla volontà di mettere in sicurezza il bilancio dell’Ente, garantendogli funzionalità istituzionale ed operativa. In un contesto sempre ispirato al principio della prudenza l’esame e la valutazione connessi al nuovo riaccertamento hanno consentito di operare ulteriori rettifiche e di diminuire l’entità del disavanzo a vantaggio dell’intera città»
