A destra il direttore del carcere di Maiano Luca Sardella (foto Fabrizi)

di C.F.
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Sedici detenuti a scarsa pericolosità sociale e con pene brevi impegnati sei ore al giorno in lavori di pubblica utilità. È tra le primissime convenzioni siglate dopo le modifiche del febbraio 2014 alla normativa sull’ordinamento penitenziario, quella tra il Comune di Spoleto e la casa di reclusione di Maiano che a stretto giro avvieranno operativamente il progetto che coinvolgerà quattro detenuti a semestre per i prossimi due anni.

Detenuti e lavori di pubblica utilità Il gruppo di reclusi, tutti in età lavorativa e individuati dopo gli approfondimenti del caso dai responsabili dell’istituto penitenziario e dai magistrati di sorveglianza, in questa prima fase si occuperà di piccole manutenzioni al cimitero monumentale e sarà coordinato in tandem dall’assessore ai lavori pubblici Angelo Loretoni e dall’amministratore unico dell’Ase (l’azienda servizi del Comune), Angelo Musco. L’adesione al progetto da parte dei detenuti, come previsto dalla legge, sarà a titolo volontario, gratuito e, come ha precisato il vicesindaco Maria Elena Bececco, «non sostituirà mansioni in capo alle aziende pubbliche o private di cui si avvale l’ente».

Chance per ricostruire rapporto tra detenuto e società civile I soggetti coinvolti riceveranno una formazione dal personale Ase sia in merito a norme di sicurezza sul lavoro che all’utilizzo delle attrezzature, così come una serie di istruzioni saranno fornite ai dipendenti dell’azienda servizi che opereranno con i detenuti, che saranno comunque sottoposti a controlli da parte degli agenti di polizia penitenziaria. Naturalmente l’impegno in lavori di pubblica utilità non coincide con una riduzione della pena, ma come ha spiegato il magistrato di sorveglianza Fabio Gianfilippi «è una chance per ricostruire il rapporto del detenuto con la società civile che rappresenta uno step importante nel percorso di ognuno di loro».

Detenuti e amministrazione entusiasti  Il direttore della casa di reclusione, Luca Sardella, e la direttrice dell’Uepe (ufficio per l’esecuzione penale esterna) Maria Rosaria Monaco, hanno riferito del grande entusiasmo che c’è tra i sedici detenuti coinvolti, che peraltro hanno anche spinto per il perfezionamento della convenzione a cui le parti lavorano da qualche mese. In passato, comunque, esperienza analoghe in città se ne sono registrate anche se all’epoca si trattava di borse lavoro. Particolarmente soddisfatta del progetto il vicesindaco Maria Elena Bececco che ha parlato di «diritto al reinserimento per soggetti che rappresentano una risorsa per la città».

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