Edda Mellas, madre di Amanda (Foto F.Troccoli)

Prevedibilmente contrastanti le reazioni delle famiglie e dei legali al deposito della perizia sui campioni di Dna sul gancetto e sul coltello, ritenuto dall’accusa l’arma con cui è stata uccisa Meredith Kercher.

Massima soddisfazione dai Sollecito «La perizia conferma tutte le conclusioni a cui eravamo arrivati anche noi», afferma Francesco Sollecito, padre di Raffaele, raggiunto telefonicamente. «Probabilmente – ha aggiunto – saremmo giunti a queste conclusioni molto tempo fa se la perizia ci fosse stata concessa in primo grado».  Francesco Sollecito riferisce che non potrà andare personalmente da Raffaele prima di venerdì. «So però che gli avvocati andranno domani – conclude – e gli porteranno l’intera perizia che lui è ansioso di leggere». Circostanza confermata dall’avvocato Luca Maori, che difende Sollecito insieme a Giulia Bongiorno. «Gli ho già inviato un telegramma anticipandogli l’ottimo risultato – dice Maori -. Domattina alle nove sarò presente in carcere e consegnerò a Raffaele l’intera perizia». Sulla quale si dice «più che soddisfatto, le conclusioni sono nette e decise e non danno nessun adito a dubbi di interpretazioni». «Per il coltello – sostiene Maori – è evidente che, oltre ad essere stato indicato il ‘low copy number’ per quanto attiene la traccia del dna sulla lama, e quindi l’impossibilità che possa essere attribuito al dna di Meredith, in ogni caso è importante sottolineare che quel coltello repertato non è l’arma del delitto, cosa che fra l’altro avevamo smepre detto». Per il gancetto invece, secondo Maori, «è stata indicata da parte dei due periti la totale inesistenza del dna di Raffaele e addirittura vi è un punto fondamentale per il ‘cromosoma Y’, in quanto sono stati individuati tre cromosomi Y di soggetti non individuati, che non sono né di Rudy Guede né di Raffaele Sollecito: questi tre cromosomi – spiega Maori – non sono stati indicati dalla polizia scientifica ed è una cosa veramente poco logica». Il legale ha comunque sottolineato di «aspettare di definire in contraddittorio delle parti, che avverrà il 25 luglio, anche se credo che comunque con il deposito della perizia abbia una sua valenza ormai definita».

Mamma Amanda: entusiasta «Siamo entusiasti, sappiamo da sempre che Amanda è innocente»: la madre di Amanda Knox, Edda Mellas, ha accolto così gli esiti della perizia. «I nostri esperti – ha detto Edda Mellas – ci hanno sempre ripetuto esattamente questo. Questa è una grande notizia. Noi sappiamo da sempre che Amanda è innocente». Per la madre di Amanda, la figlia ha appreso la notizia dalla tv. Secondo Luciano Ghirga, legale di Amanda Knox, «le conclusioni della perizia danno un bel colpo alla prova scientifica. Siamo soddisfatti – ha aggiunto – anche se sono arrivate in ritardo e vanno verificate nelle udienze di fine luglio». Alla domanda se Amanda abbia appreso gli esiti della perizia depositata oggi alla corte di appello di Perugia, Ghirga risponde: «Domani mattina andremo a trovarla con la perizia in mano».

Legale Kercher: sorpresi da giudizi Critico, invece, il legale dei Kercher, Francesco Maresca: «Siamo rimasti sorpresi della categoricità delle valutazioni di questi periti». «Conoscendo la lunga esperienza di tutti gli operatori della polizia scientifica e il livello di altissima professionalità dei consulenti che sono stati sentiti in primo grado – aggiunge Maresca – pensiamo che dei periti con assoluta inesperienza non possano essere così drastici. Lo chiariremo davanti alla corte d’assise d’appello». In ogni caso, l’avvocato tiene a ribadire come «io in primo grado ho fatto una discussione senza parlare degli aspetti scientifici della questione perché ci sono ben altre prove che dimostrano la colpevolezza dei due imputati».

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