di Fra. Mar.
«Al posto di Lamberto dovevo morire io». Il senso di colpa per una tragedia tanto grande dilania l’animo del 19enne che in una notte è diventato un pusher venditore di morte. Ma lui un pusher non lo è. E’ un ragazzino di poco più grande di Lamberto Lucaccioni, morto domenica notte al Cocoricò di Riccione per aver assunto l’ecstasy. Droga che il 19enne denunciato gli ha venduto una prima volta a Città di Castello, e una secondo all’interno della discoteca, quando Lamberto e i suoi due amici sono tornati a cercarlo chiedendo ancora Mdma.
Il secondo pusher O almeno, questo è quello che emerge dall’interrogatorio che il giovane indagato ha rilasciato domenica sera ai carabinieri di Riccione che sono andati a prenderlo a casa. Secondo quanto detto dal giovane, T.C., Lamberto e i due amici lo hanno incontrato di nuovo in discoteca e gli hanno chiesto altra droga. Lui a quel punto l’avrebbe cercata e trovata da un altro pusher e l’avrebbe poi data ai tre minorenni. Il giovane ha anche fornito un identikit ai carabinieri del presunto secondo pusher. E i militari stanno anche visionando le telecamere della discoteca, immediatamente consegnate dai gestori del locale.
Autopsia Intanto mercoledì mattina verrà eseguita l’autopsia sul cadavere del giovanissimo Lamberto e si potrà capire quanta droga il ragazzo avesse in corpo. Però, secondo quanto emerge, la dose era massiccia già in partenza, se poi Lamberto ha assunto – come sembra – anche altre pasticche in discoteca, il calcolo rischia di diventare particolarmente alto.
Doppia tragedia Nel frattempo giovane 19enne denunciato per spaccio e morte in conseguenza di altro reato ha cambiato i difensori affidandosi a Gianni ed Eugenio Zaganelli. «E’ una tragedia doppia – dice Gianni Zaganelli – Oltre al dolore tremendo dei genitori del ragazzo morto, c’è anche quello della famiglia del nostro assistito, che è dilaniata da quanto accaduto».
