Per la presunta truffa con la criptovaluta la Procura di Spoleto ha chiesto il rinvio a giudizio di 25 persone.
A sei mesi dall’avviso di conclusione indagini, in cui emergeva l’ipotesi di un raggiro di 36,8 milioni di euro ai danni di oltre 30 mila investitori, il procuratore capo Claudio Cicchella ha tirato la fila sulla maxi inchiesta con una criptovaluta lanciata nel 2017, scaturita da una serie di denunce depositate da risparmiatori di mezza Italia che non sono mai riusciti a recuperare le somme affidate alla società.
Ai 25 indagati viene contestato anche l’abusivismo finanziario «perché l’attività veniva svolta in assenza delle prescritte autorizzazioni» e pure l’autoriciclaggio «perché le somme di denaro ottenute attraverso le condotte illecite erano reimpiegate in attività finanziarie e speculative», è scritto in una nota della Procura di Spoleto.
