Il sindaco ferito (foto Umbria24)

di Marco Torricelli

Un’interpretazione dei fatti avvenuti alla stazione di Terni e che appare destinata a far discutere, è quella del segretario regionale del Sap, Claudio Senese e di quello provinciale del Siulp, Sandro Donnola: a ferire il sindaco Di Girolamo, durante il corteo dei lavoratori Ast potrebbe essere stato un manifestante con un ombrello e non una manganellata delle forze dell’ordine.

La nota «Ci spiace umanamente per quanti sono rimasti feriti negli scontri, compreso il sindaco di Terni, anche se occorre accertare bene la dinamica dell’accaduto perché il ferimento del primo cittadino potrebbe non essere stato causato da una manganellata di un operatore di polizia, ma dall’ombrello di un manifestante».

L’uso della forza Nella nota esprimono «rammarico e preoccupazione per i fatti avvenuti che sono sfociati in violenze», ma aggiungono che «è tutta da verificare la dinamica dei fatti e occorre comprendere in che termini e in che modi poteva essere occupata la stazione ferroviaria, anche solo simbolicamente, al fine di evitare da parte delle forze dell’ordine l’uso della forza, pur legittimo».

La replicaIl sindaco non ci sta: «Nessun ombrello e nessun manifestante – dice deciso – perché a colpire me, ma anche le persone che mi erano vicine, è stato il manganello di un poliziotto». Nessun commento sulla presa di posizione dei due sindacalisti: «Non sta a me esprimere valutazioni di questo genere. Io, però, so benissimo cos’è successo». «C’erano alcuni poliziotti che colpivano con i manganelli, io non ho visto chi mi ha colpito perché mi ero girato verso i lavoratori che spingevano per scardinare il cordone della polizia e cercare di mediare.  Quando mi sono girato, sono stato colpito. Fisicamente non ho visto chi lo ha fatto». «Poco fa mi ha telefonato anche il presidente del consiglio Enrico Letta – ha detto ancora il sindaco- . Sia lui che il ministro Alfano mi hanno manifestato vicinanza e mi hanno assicurato che verrà fatta chiarezza e verrà accertata la dinamica dei fatti. Vogliamo che vengano chiarite tutte le responsabilità e, al di là della mia posizione, la situazione doveva essere gestita in maniera totalmente diversa perché a Terni siamo abituati a fare manifestazioni pacifiche e di certo questa non sarà l’ultima».

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