di Iv. Por. e Fra. Mar.
Restano gravi le condizioni di Massimiliano Antonelli, il 47enne di Foligno rimasto ferito alla testa durante gli scontri avvenuti domenica tra tifosi del Bastia e del Foligno a causa di un sasso. In quei minuti di follia, fuori dal comunale di Bastia, è volato di tutto: cinghie, sassi, spranghe.
Indagini La polizia del commissariato di Assisi lavora per risalire ai responsabili . Sotto l’occhio attento degli inquirenti le diverse testimonianze di alcuni presenti e i video amatoriali che qualcuno ha fatto. Purtroppo, le telecamere di sicurezza, che avrebbero dato una spalla certa all’indagine per individuare i responsabili, domenica pomeriggio non funzionavano, quindi potrebbe non essere così immediata l’identificazione di chi ha materialmente lanciato il sasso che è finito contro la testa di Massimiliano. Il cerchio si sta comunque stringendo e sarebbero state identificate le persone che hanno partecipato agli scontri, ma al momento non ci sono ancora ancora indagati e responsabilità specifiche attribuite.
La Tac Intanto l’uomo ferito resta ricoverato nel reparto di Rianimazione del Santa Maria della Misericordia di Perugia. Domenica notte, dopo il lungo intervento chirurgico alla testa, eseguito dai medici della S.C. di Neurochirurgia, Massimiliano è stato portato in reparto e qui viene costantemente monitorato. Come da programma, è stata eseguita una Tac cerebrale, sul paziente rimasto gravemente ferito dopo gli scontri tra tifosi al termine della partita Bastia-Foligno. Gli esiti della Tac sono stati esaminati martedì mattina dai neurochirurghi Vittoria e Castrioto. «E’ stato evidenziato un edema importante, nella zona del cervello danneggiato dal corpo contundente – è stato il commento del dottor Corrado Castrioto, responsabile della Neurochirurgia -, edema che continueremo assieme ai colleghi della Rianimazione a monitorato nei prossimi giorni, ripetendo gli accertamenti radiologici».
Slittamento del risveglio Stando sempre alle indicazioni dei sanitari, in contatto con l’ufficio stampa dell’Azienda ospedaliera di Perugia, la prognosi resta riservata e potrebbe anche slittare l’ipotesi di procedere ad un primo tentativo di verifica dei parametri vitali dell’uomo senza l’impiego dei macchinari di rianimazione, attualmente utilizzati.
