Il tema è caldo, i tempi stringono e l’ipotesi di ridurre a due il numero delle Asl mette in fibrillazione anche il Pd dell’Area vasta. Ergo: i democratici della Flaminia provano a fare quadrato intorno all’Asl3 «una delle migliori sul fronte della qualità dei servizi offerti e per il rapporto costi-benefici».
L’incontro Martedì sera i circoli democratici dello Spoletino, del Folignate e della Valnerina hanno incontrato il segretario provinciale Dante Andrea Rossi per confrontarsi sulla sensibile riforma del sistema sanitario regionale. «Il Pd – si legge nella nota – sostiene le iniziative della Giunta regionale, vista la necessità di dare risposte adeguate al taglio del fondo sanitario di circa 140 milioni senza ridurre i livelli qualitativi delle prestazioni erogate».
«L’Asl3 una delle migliori» Ma in una situazione di questo tipo, per i democratici della Flaminia, la ristrutturazione al vaglio di palazzo Cesaroni deve guardare a «semplificazione e razionalizzazione dei servizi, ma anche governance del sistema». Come a dire, bene i tagli, bene la riforma, ma non dimenticate l’eccellenza sanitaria rappresentata dall’Asl3. Tant’è: «Va tenuto in considerazione quanto si è realizzato in questi anni sui territori che – bisogna riconoscerlo – non è stato uguale in tutte le aree. La Asl3 è, infatti, sicuramente una delle migliori sia sul fronte della qualità dei servizi offerti, sia per quanto riguarda il rapporto costi-benefici».
«Due sole aree sarebbero inaccettabili» E poi l’invito: «L’Umbria, negli ultimi vent’anni, ha trovato una nuova unità attraverso la valorizzazione dei vari territori: nessuno può pensare che si possa tornare indietro, magari ritrovando nuovi equilibri basati su due sole aree che allargano i propri confini, perché sarebbe inaccettabile e non servirebbe a creare un futuro virtuoso per la nostra regione». Infine: «Ci sembra indispensabile aprire un confronto su questo tema, per capire quale idea di Umbria portare avanti e per essere coerenti con le scelte che s’impongono in futuro».

