di Dan. Bo.
Sebbene i controlli nella zona fossero partiti già dal novembre scorso, la tragica morte di un ragazzo di appena 18 anni all’altezza dell’incrocio tra viale San Sisto e via Donizetti, ha fatto sì che la risposta del Comune per mettere in sicurezza la strada sia arrivata più celermente. Lungo viale San Sisto infatti entro la fine dell’estate arriveranno quattro speed check, ossia le colonnine arancioni che misurano la velocità media lungo un tratto di strada già posizionate lungo via Antinori e via San Girolamo. In più, verrà potenziato fin da subito il pattugliamento della polizia municipale con tanto di etilometri.
Addio semafori, arriva la rotonda Più a lungo termine, ossia nel giro di un anno e mezzo o due, i semafori dell’incrocio spariranno e al loro posto verrà realizzata una rotonda. Tempi necessariamente più lunghi legati alla progettazione e alle procedure di esproprio di alcune aree. Le misure sono state decise martedì nel corso di una riunione tecnica sulla sicurezza stradale tra l’assessore alla Mobilità Roberto Ciccone, l’ingegner Leonardo Naldini del settore Mobilità, il comandante della polizia municipale Nicoletta Caponi e l’ingegner Stefano Betti responsabile delle istruttorie tecniche sulla viabilità.
Ciccone: potenziare iniziative sulla sicurezza «Fermo restando l’impegno di questa amministrazione e di questo assessorato sul potenziamento delle iniziative sulla sicurezza stradale – spiega in una nota l’assessore Ciccone -, urge una risposta ai cittadini che da tempo chiedono un intervento concreto per mettere in sicurezza viale San Sisto. L’impegno è quello di una città moderna e civile dove non si può prescindere da un sistema stradale efficiente e sicuro e da corrette politiche che educhino alla responsabilità del guidatore e al rispetto del codice della strada».


Sono indignata, profondamente offesa dalla superficialità con cui operano questa specie di amministratori locali i quali hanno, come unico obiettivo, quello di tutelare i loro interessi personali e di partito. La mancanza di alternanza politica sul nostro territorio ha di fatto determinato lo strapotere di una vera e propria casta composta da individui privi del valore indispensabile per governare: il BUON SENSO. La mia accusa è rivolta anche a coloro che da anni sostengono la sinistra locale, che hanno venduto la loro dignità, il futuro e la vita dei propri e dei figli altrui per un posto di lavoro. Io ho avuto il coraggio di non farlo ed ho preferito lavorare in fabbrica come operaia e da operaia grido “BASTA!” a questa sinistra prepotente che in cinquant’anni di governo locale ha portato la città al degrado più totale. Mia figlia è uscita viva da quell’incidente maledetto in cui ha perso la vita il suo fidanzato, un ragazzo meraviglioso di nome Riccardo, che aveva voglia di vivere e aveva un cuore aperto e sempre un sorriso per tutti. Laura Barbanera