Riceviamo e pubblichiamo dai liquidatori di IDP Industria Dolciaria srl, a seguito dell’articolo su un’operazione della guardia di finanza di Perugia che vede coinvolta la suddetta azienda.
Gentilissimi signori direttori,
nelle vostre rispettive edizioni in cronaca locale è stato dato ampio risalto ai risultati di una indagine della guardia di finanza che avrebbe condotto alla scoperta di una evasione della rilevante somma di oltre due milioni di euro da parte di una nota ed importante azienda umbra operante nel settore alimentare.
Perché la curiosità dei lettori si spenga con il giubilo e la soddisfazione autoreferenziale di chi ha sollecitato – e quel “chi traspare da più passi degli articoli offuscandone così anche la meritoria funzione – la divulgazione contemporanea di un fatto di cronaca risonante (ma solo nei termini di quella cattiva informazione poi risultata), non c’è vergogna a far conoscere che l’azienda in questione è la IDP Industria Dolciaria srl in liquidazione in concordato.
Ma vorremmo allora far conoscere ai lettori che il mancato versamento di quelle ritenute e di qualche altro importo dovuto all’erario è stato solo conseguenza della profonda crisi che ha condotto i vertici dell’azienda – quegli stessi soggetti che individualmente sopporteranno, ed ancora senza vergogna, il verdetto dei Giudici per le loro scelte di comportamento – a chiedere al Tribunale che la liquidazione delle attività dell’azienda passasse attraverso una procedura concordataria alle soglie di un giudizio sulla sua omologazione.
Non quindi “furberie anti-fisco” o “contributi spariti” o “nascosti” – come appare nei vostri titoli in cui la notizia viene visivamente quasi confusa e amalgamata con quella del truffatore della Porsche da 60mila euro o con quella degli imprenditori alla sbarra per 500mila euro riciclati – ma evenienze, tristi e purtroppo oggi sempre più frequenti, della crisi economica che tante imprese del paese stanno attraversando.
Non possiamo poi condividere le intriganti affermazioni che dipingono la proprietà come parte avversa ai dipendenti in quanto la chiave di lettura delle scelte e il significato ultimo della operazione in corso, ovvero il concordato, è sempre stata quella di salvaguardare proprio, con un passaggio di mano dell’azienda all’assuntore, i circa 200 posti di lavoro dell’azienda (obiettivo fino ad ore quasi interamente raggiunto attraverso la stipula di contratti di affitto di rami d’azienda a società di riferimento dell’assuntore).
Ed infine, la “notizia dell’evasione” (termine forse ineccepibile da un punto di vista tecnico ma fuorviante e tendenzioso per l’uomo della strada) sta anche nelle carte della procedura che Giudici e Creditori tutti hanno fin dal momento della loro presentazione (aprile 2011) potuto consultare addirittura in un sito dedicato in internet.
(I liquidatori di IDP Industria Dolciaria srl in liquidazione)

