di Massimo Colonna e Chiara Fabrizi

Alessandro Riccetti torna a Terni per l’ultimo abbraccio della sua gente. La salma del trentatreenne morto nel disastro dell’hotel Rigopiano, recuperata al termine di una settimana drammatica,  è stata sottoposta ad autopsia a Chieti così come disposto dalla procura di Pescara, che ha aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio plurimo e disastro colposo. Venerdì il feretro del receptionist laureato dovrebbe quindi arrivare a Terni intorno alle 12, accompagnato da mamma Antonella e dai due fratelli, poi la comunità dirà addio a Riccetti in Duomo alle 15. Per il giorno delle esequie il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, ha proclamato il lutto cittadino. Nel frattempo la prefettura di Terni ha rinviato «a data da destinarsi» la prevista consegna delle onorificenze ‘al merito della Repubblica Italiana’ agli insigniti della provincia in occasione della Giornata della Memoria, proprio «in segno di lutto per la morte di Alessandro».

CROCE ROSSA NELLA CASA DI TERNI: FOTO
PARLA UN AMICO DI FAMIGLIA: VIDEO
SINDACO FA VISITA ALLA NONNA: FOTO
PREFETTO DI TERNI: ‘FAMIGLIA SENTE AFFETTO DELLA CITTA’
PARLA LA COMPAGNA DI BANCO
 DI RICCETTI

L’autopsia Di certo intorno alla morte di Alessandro c’è soltanto lo strazio della famiglia di Riccetti e quello della comunità che piange «un ragazzo perbene della nostra terra». Sì, perché al momento da capire non ci sono soltanto le cause del decesso del ternano stabilite con l’autopsia, ma anche il luogo in cui il corpo senza vita del trentatreenne è stato rinvenuto. Fin qui, in base a quanto riferito in una conferenza stampa dagli inquirenti, gli esami condotti dai medici legali su alcune delle salme estratte dalle macerie del Rigopiano ipotizzano lo schiacciamento, l’asfissia e l’ipotermia come causa o concause della morte. Difficile per ora collocare Riccetti all’interno del resort nei minuti che hanno preceduto la tragedia.

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Il luogo del ritrovamento I magistrati sono al lavoro per ricostruire il macabro puzzle raccogliendo dettagli anche relativi al luogo in cui il giovane di Terni, al pari delle altre 29 vittime che segnano il bilancio pesantissimo e definitivo del Rigopiano, è stato colto dalla valanga da 120 mila tonnellate che ha travolto il resort di Farindola. La fidanzata brasiliana aveva detto ai soccorritori di concentrarsi nella zona della piscina, perché da qui il ternano le aveva mandato alcune foto poco prima della valanga del 18 gennaio, ma se effettivamente in quell’area del resort sia stata localizzata e poi recuperata la salma è ancora da accertare. In attesa di conferme anche l’eventuale presenza di altri corpi senza vita lì dove i soccorritori hanno recuperato quello di Riccetti. Di certo intorno alla sua morte c’è soltanto lo strazio.

La risposta della città Il Comune dunque per la giornata di venerdì ha indetto il lutto cittadino. Scattano così sia la sospensione delle attività politiche previste per quella giornata, come la convocazione della prima commissione consiliare, e anche le bandiere a mezz’asta o abbrunate negli edifici comunali. Il sindaco ha inoltre invitato i cittadini «ad un momento di raccoglimento in forme decise autonomamente». Anche la Provincia di Terni, che giovedì pomeriggio ha riunito il primo consiglio della nuova legislatura, ha ricordato Alessandro. Prima del giuramento l’assemblea ha infatti osservato un minuto di silenzio e il presidente Lattanzi ha annunciato che in occasione dei funerali l’amministrazione provinciale sarà presente con il proprio gonfalone.

 

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