Alessandro Riccetti, 33 anni, morto nella tragedia del Rigopiano

di Massimo Colonna

«Al liceo era mite e riservato: vederlo oggi con un lavoro così importante e con una carriera scolastica così di rilievo di certo fa piacere». «L’ultima volta l’ho incontrato due mesi fa in centro a Terni, vicino a Porta Sant’Angelo: ci siamo salutati al volo e mi ha detto che stava bene e mi ha raccontato di un suo viaggio in Francia. Ora speriamo che arrivino buone notizie dai soccorritori». Così la compagna di banco ripensa agli anni passati nelle aule del liceo Donatelli insieme ad Alessandro Riccetti, il 33enne ternano disperso in queste ore nell’inferno di ghiaccio del Rigopiano.

Ragazzo mite «In classe – spiega M.C. – era un ragazzo mite e non ricordo di averlo mai visto litigare con nessuno. Era riservato e mi fa piacere adesso vedere la carriera che ha fatto nel suo lavoro. Questo sicuramente fa onore a lui e ai suoi famigliari. Anche se sui banchi di scuola era magari timido, di sicuro era intraprendente».

La Francia e i disegni «Ricordo che per qualche anno alla scuola superiore siamo stati vicini di banco. E mi viene in mente che spesso lo ritrovavo che stava disegnando: amava farlo a quell’epoca, ma non so se oggi lo faccia ancora. Ogni tanto spuntava fuori qualche suo disegno di Goku (protagonista dei cartoni animati giapponesi anni 90, ndr). L’ultima volta che l’ho visto in città è stato circa due mesi fa: ci siano incontrati vicino a Porta Sant’Angelo e abbiamo scambiato due parole al volo. Mi ha detto che stava bene, che stava lavorando, e mi ha raccontato di un suo recente viaggio in Francia che gli era piaciuto molto».

I viaggi e le lingue Una passione, quella per i viaggi e per le culture diverse dalla propria, che ha accompagnato Alessandro sin dai primi anni della sua carriera studentesca, a cominciare proprio dalla gita di quinto a Londra, con tante visite ai musei. Dopo il liceo poi l’università con la facoltà di Mediazione linguistica, che gli ha spalancato le porte del mondo del lavoro nel settore a lui più congeniale, quello del turismo.

Il gruppo «Ricordo anche – prosegue la ex compagna di banco – che fuori orario scolastico frequentava dei gruppi con altri nostri compagni. Uno si chiamava, mi sembra, Gs: ci si riuniva e si parlava di questioni come la religione, l’approccio alla vita, tematiche comunque tipiche di quella fase della vita. Lui partecipava spesso. Segnale anche questo che seppur a quella età fosse un ragazzo timido e riservato comunque sapeva cosa voleva ed era determinato. Tanto che poi ha portato avanti una carriera brillante».

@tulhaidetto

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.