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giovedì 19 maggio - Aggiornato alle 07:25

Rigopiano, Riccetti ancora tra i dispersi. La fidanzata: «Cercatelo vicino la piscina»

La giovane dal Brasile invia le foto scattate dal ternano poco prima della tragedia. Salgono a 17 le vittime. Il pensiero del vescovo. Video esclusivo: Soccorso alpino dell’UmbriaParla la compagna di bancoVideo: tre bimbi salvati

di Redazione Umbria24

«Cercate Alessandro vicino la piscina». E’ la fidanzata brasiliana di Alessandro Riccetti, il ternano receptionist del Rigopiano tuttora tra i dispersi, a lanciare un appello disperato ai soccorritori attraverso la redazione di Rete8, poi rilanciato da Repubblica.it, a cui ha inviato almeno quattro foto interne dell’albergo che sostiene di aver ricevuto circa un’ora prima della tragedia del 18 gennaio via Whatsapp dallo stesso Riccetti.

L’appello della fidanzata di Riccetti In una delle immagini diffuse dalla giovane, che ha raccontato di essere fidanzata col ternano disperso nella valanga dallo scorso novembre ma di non poter raggiungere l’Italia a causa del passaporto scaduto, si vede anche una valigia di fronte alla porta a vetro del Rigopiano e confermerebbe, quindi, quanto finora emerso circa l’attesa degli ospiti e del personale della struttura ricettiva, tutti pronti a lasciare Farindola non appena la strada fosse stata liberata. La testimonianza di Isabela, questo il nome della giovane brasiliana, arriva all’indomani del 33esimo compleanno di Riccetti che nessuno avrebbe mai pensato di dover vivere nel terrore.  I familiari del ternano disperso al Rigopiano restano in attesa che qualche buona notizia arrivi dall’opera incessante dei soccorritori che anche nelle ultime ore non hanno mai smesso di cercare chi ancora manca all’appello. E intanto, mentre la mamma di Alessandro è stata raggiunta da due nipoti, un pool di soccorritori nella giornata di domenica ha incontrato proprio i famigliari dei dispersi. Cartina del resort alla mano, hanno spiegato come intendono procedere per continuare a cercare i dispersi.

PARLA LA COMPAGNA DI BANCO DI RICCETTI
VIDEO: DENTRO IL RIGOPIANO
VIDEO: IL RIGOPIANO DALL’ALTO

Diciassette morti  Alessandro resta ancora nella lista di quelli che tecnicamente vengono chiamati ‘dispersi segnalati’, vale a dire coloro che erano nella lista ufficiale degli ospiti, i dipendenti e persone che non soggiornavano in hotel ma la cui presenza è stata segnalata da amici o parenti. Nella prima serata di martedì il bilancio delle vittime del Rigopiano è salito a diciassette col ritrovamento del corpo senza vita di una donna. Al momento all’appello mancano ancora dodici persone, tra cui il ternano, mentre resta fermo a undici il numero dei superstiti del disastro, nove dei quali estratti dalle macerie mentre altri due sono stati salvati all’esterno della struttura ricettiva.

I soccorritori ai familiari: «Ecco come lo stiamo cercando» La mamma di Alessandro, la signora Antonella, da giovedì scorso nel centro in Abruzzo in cui sono stati accolti i parenti, è stata raggiunta anche da due cugini, partiti proprio con l’obiettivo di stare il più vicino possibile a chi in queste ore vive un vero e proprio incubo. Accanto a loro ci sono anche psicologi, due volontari della Croce Rossa di Avigliano e un funzionario del Comune di Terni. Intanto una squadra di soccorritori nella giornata di domenica ha tenuto un incontro proprio con i famigliari dei dispersi, per mostrare loro come procederanno le operazioni.  Cartina alla mano, i vigili del fuoco e le altre forze di polizia e i volontari impegnate sul campo, hanno spiegato le manovre che porteranno avanti da qui alle prossime ore. «Il nostro obiettivo – è stato detto ai parenti – è cercare di andare a cercare delle potenziali nuove sale bunker, che potrebbero aver permesso alle persone di restare quanto meno riparate e di poter sopravvivere». Un po’ quanto successo per le persone recuperate vive dall’interno della struttura. Mentre nel frattempo si cerca anche una via esterna all’edificio, spalando la neve intorno proprio con l’obiettivo di arrivare a più punti di accesso potenziali.

La valanga Sempre durante l’incontro è stata anche spiegata la dinamica con cui la slavina ha travolto il resort. «La valanga ha trovato un muro di contenimento che ha fatto da trampolino. Ecco perché la neve è arrivata subito al secondo e al terzo piano, ossia nella parte nuova della struttura». E sempre sulla portata della slavina i tecnici hanno pubblicato numeri impressionanti: l’effetto sarebbe stato quello di 4 mila tir, ossia 120 mila tonnellate di peso riversate all’improvviso sul resort.

Il pensiero del vescovo «Sono momenti di grande angoscia e sofferenza, l’unica cosa che possiamo fare in questi momenti è pregare il Signore affinché intervenga per salvare più vite possibile e poi ci aiuti ad accettare, con il suo conforto, qualunque evento». Lo ha detto martedì mattina il vescovo di Terni, Giuseppe Piemontese, rivolgendo un pensiero proprio ad Alessandro, nell’ambito di un incontro con i giornalisti in occasione della festa di San Francesco di Sales. «Manifestiamo solidarietà e vicinanza alla famiglia Riccetti – ha detto il presule – e a tutte le persone che con grande professionalità stanno operando in quei luoghi». Un pensiero anche da don Paolo Carloni, vicario episcopale della diocesi, che ha conosciuto il giovane quando  adolescente frequentava il gruppo scout della parrocchia di Santa Maria Regina, a Terni. Il 33enne receptionist del Rigopiano è conosciuto come molto religioso, così come la sua famiglia.

La terribile attesa Terni dunque resta ancora con il fiato sospeso, stringendosi come può intorno a mamma Antonella accompagnata a Pescara dai volontari della Croce Rossa di Avigliano, i primi a cui si è rivolta per raggiungere l’Abruzzo e avvicinarsi a quel figlio che aveva sentito telefonicamente poche ore prima, ossia dopo i quattro violenti terremoti di magnitudo 5 e nel bel mezzo dell’emergenza neve. Il trentatreenne alle 2.40 del 18 gennaio ha postato sul proprio profilo social tre foto della neve che già cadeva copiosa, immagini che il giovane ha verosimilmente scattato dal balcone del suo alloggio in hotel. Tutti a Terni fanno quello che possono per la mamma e i due fratelli di Alessandro. Il Comune ha mandato sul posto del personale per affiancare la famiglia, la Prefettura di Terni segue passo passo le operazioni di soccorso, così come gli amici che hanno voluto raccontare Alessandro, e i tanti che pregano per lui e la sua famiglia.

La testimonianza La prima persona che la mamma del ternano Alessandro ha contattato è stata Matteo Sciarrini, il presidente della Croce Rossa di Avigliano. «Mi ha chiamato perché conosco la famiglia – spiega a Umbria24 – visto che dei loro parenti abitano nel nostro paese. Ci siamo subito mossi con la Prefettura e abbiamo organizzato per accompagnarli». Venerdì mattina il viaggio di Antonella e dei due fratelli di Alessandro in direzione Pescara. «La mamma – spiega Sciarrini – ci ha chiesto più volte di poter andare al resort perché ovviamente voleva stare il più vicino possibile al figlio. Ma non è stato possibile. D’accordo con i colleghi di Pescara e con la Prefettura, con cui restiamo in costante contatto, abbiamo così organizzato il viaggio nel centro dedicato. Ora aspettiamo: stiamo tutti lavorando, speriamo di avere buone notizie al più presto».

Chi è Alessandro Alessandro, receptionist del Rigopiano, compirebbe 33 anni il 23 gennaio, quando il lavoro glielo permette vive nel quartiere Cardeto insieme a mamma Antonella, a cui è molto legato. Riccetti, figlio di un dipendente dell’Ast morto una decina di anni fa, si è diplomato al liceo Donatelli poi ha frequentato l’Università di Perugia dove ha conseguito la laurea triennale in Mediazione linguistica e poi quella specialistica in Comunicazione internazionale. Nel mezzo un Erasmus di nove mesi a Parigi, dove era tornato anche recentemente, in base al racconto fatto a Umbria 24 dalla compagna di banco. Una passione, quella per i viaggi e per le culture, che ha accompagnato Alessandro sin dai primi anni della sua carriera studentesca e che gli ha spalancato le porte del mondo del lavoro nel settore a lui più congeniale, quello del turismo.

Marini e Di Girolamo Intorno a questo giovane e alla sua famiglia si sono già stretti la presidente di Regione, Catiuscia Marini che in un post ha scritto: «Seguiamo con attenzione il lavoro professionale e complesso dei soccorritori all’hotel Rigopiano. Apprensione per le persone coinvolte, ospiti e lavoratori dell’albergo. Grande ansia per Alessandro Riccetti, giovane ternano addetto alla reception del resort. Alla mamma Antonella ed ai fratelli di Alessandro voglio trasmettere l’affetto e la vicinanza insieme alla speranza di tutta la nostra gente, dell’Umbria tutta». Sui social anche il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo: «Ore di grande angoscia e di attesa per Alessandro Riccetti, un figlio di Terni, bravo e laborioso. Un ragazzo che ha saputo, con grande impegno, costruirsi un futuro. Seguiamo la vicenda con trepidazione. L’Amministrazione Comunale è in contatto costante con la Prefettura di Tern e la Protezione Civile. Abbiamo fatto sentire la vicinanza ai familiari. Speriamo con loro».

I nove superstiti L’ultimo bilancio diffuso dalla protezione civile riferisce di sei morti, ventitré dispersi e nove superstiti. Tra loro i piccoli Gianfilippo e Ludovica, Samuel ed Edoardo. Tra le prime a essere estratta viva Adriana Vercerao, mentre nel secondo gruppo individuato sempre venerdì sono stati salvati Vincenzo Forti con la fidanzata Giorgia Galassi, Francesca Bronzi e Giampaolo Matrone. Sono tutti in buone condizioni, soltanto Matrone, 34enne, residente nella provincia di Roma, è stato sottoposto a un intervento chirurgico al braccio, ma sta bene.

Il Sasu al Rigopiano Tra le macerie del Rigopiano operano anche tredici tecnici volontari del Soccorso alpino e speleologico dell’Umbria. In due sono partiti subito dopo l’allarme e si sono portati a Teramo, dove le imponenti precipitazioni nevose hanno reso irraggiungibili numerosi centri abitati, trasferendosi poi nella serata di venerdì a Penne (Pescara), dove è allestito il centro di coordinamento dei soccorsi e da dove partono tutti gli uomini che da quasi quattro giorni stanno operando con estrema difficoltà per tentare di trovare ancora qualcuno in vita. Mauro Guiducci e Matteo Moriconi, presidente e vice del Sasu, sono stati tra i primi a intervenire, mentre gli altri undici tecnici volontari umbri sono arrivati a scaglioni e sono impegnati al lavoro proprio sulle macerie del resort abruzzese armati di pale, sonde ed Artva, il dispositivo per la ricerca dei travolti da valanga. Un lavoro durissimo dove contano solamente le braccia e la forza di determinazione con turni di 12 ore dove si deve solamente spalare, spalare, spalare, con la speranza di sentire una voce da sotto le macerie. In queste ore l’attività è concentrata principalmente in Abruzzo, ma non mancano interventi anche in Umbria, precisamente in Alta Valtiberina, dove domenica una squadra è intervenuta per raggiungere un tratto di una linea elettrica di media tensione danneggiata dalle forti nevicate dei giorni scorsi. Con un quad cingolato, i tecnici operatori hanno accompagnato i tecnici di E-Distribuzione lungo la linea elettrica per individuare i guasti.

 

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