di Ivano Porfiri
«Commenterò a cose fatte, per ora è importante che si riesca a mandare avanti i servizi senza ripercussioni per i cittadini e i lavoratori». Alfio Todini vuole mettersi alle spalle al più presto «questa singolare vicenda tutta italiana» che ha rischiato di lasciare per strada i rifiuti di quasi 30 mila umbri. Ma la svolta sembra poter avvenire grazie al percorso che il sindaco di Marsciano ha concordato con la fondamentale regia del prefetto Raffele Cannizzaro e che vedrà una serie di mosse in successione da qui all’inizio della settimana prossima.
Nodo intricato Il punto di partenza, ovviamente, è il provvedimento di cancellazione dall’Albo nazionale gestori ambientali per le aziende raggiunte da interdittiva antimafia. Oltre a Sia, lunedì la notifica è arrivata via Pec anche a Gesenu ed Ecoimpianti. Solo che per queste ultime due, grazie ai chiarimenti della Prefettura, si è potuto procedere alla sospensione per il fatto che le aziende erano state commissariate. Per loro, dunque, nessun pericolo di non poter più esercitare l’attività, almeno finché in sella ci saranno i commissari (nel caso di Gesenu il 19 maggio, salvo proroghe). Sia, invece, è rimasta in mezzo al guado: il commissariamento non era scattato in quanto non ancora trascorsi i 60 giorni in cui poter presentare ricorso contro l’interdittiva.
La proroga Si sono vissuti giorni di tensione, culminati nella protesta dei circa 80 lavoratori martedì pomeriggio sotto la Prefettura, mentre i sindaci (Todini in testa) e il presidente della Sia Luciano Concezzi studiavano una exit strategy insieme al prefetto. E una via di uscita è stata trovata. La prima mossa è stata la proroga ottenuta fino a lunedì della cancellazione dall’Albo. L’organismo, che si trova presso la Camera di commercio e presieduto da Giorgio Mencaroni, la ha notificata mercoledì poco dopo le 16. La Sia potrà operare dunque senza intoppi fino alla mezzanotte tra lunedì e martedì.
Cambio dello statuto Nel frattempo, è stata anticipata l’assemblea dei soci della Sia: si riunirà giovedì mattina alle 9 nella sede aziendale e delibererà il cambio dello statuto. Il processo, in verità, era già in corso e l’assemblea si sarebbe comunque svolta sabato, ma c’è stata un’accelerazione. Anche Gesenu martedì ha deliberato il suo ok. Il cambiamento riguarda la governance: in sostanza Gesenu (che detiene il 36% delle quote di Sia) rinuncia alla nomina dell’amministratore delegato e di un membro del Cda, lasciando la guida in mano ai Comuni. Così facendo verrebbero, di fatto, meno i presupposti dell’interdittiva antimafia.
Incognita sui tempi Una volta ottenuto lo scontato via libera allo statuto, la palla tornerà in mano alla Prefettura. Il venir meno dei presupposti non fa decadere in automatico l’interdittiva, ma l’obiettivo dovrebbe essere comunque ottenuto in tempi rapidi. Già entro lunedì? Questo non è detto. Tuttavia, il lavoro comune dovrebbe consentire di ottenere l’unico risultato veramente importante: non fermare la raccolta rifiuti a Marsciano, Deruta, Collazzone, Fratta Todina, San Venanzo, Monte Castello Vibio, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria, Cannara e Massa Martana.
