giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 15:33
10 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 20:44

Rifiuti, «cancellate dall’Albo le aziende interdette»: scongiurato in extremis pericolo stop raccolta

Una legge prevede la cancellazione per chi subisce provvedimenti antimafia. Riunione lampo in prefettura con Romizi e Cecchini: pericolo sventato per Gesenu, 24 ore di proroga per Sia

Rifiuti, «cancellate dall’Albo le aziende interdette»: scongiurato in extremis pericolo stop raccolta
Netturbini al lavoro

di Ivano Porfiri

Una norma che esiste e che, se applicata in maniera rigida, potrebbe bloccare la raccolta rifiuti in circa il 40 per cento della provincia di Perugia. Un pericolo “sulla carta”, un cavillo, ma che ha fatto mobilitare le massime istituzioni ed è stato disinnescato appena in tempo. Anche se non tutti sono al sicuro al cento per cento: resta un’incognita per la Sia. In ogni caso, martedì tutti i camion escono regolarmente.

Cavillo La vicenda è nata e si è sviluppata nell’arco di una giornata piuttosto convulsa. Al centro della questione c’è l’Albo nazionale gestori ambientali, organismo che ha sostituito il vecchio Albo smaltitori, e che raccoglie tutte le imprese che si occupano delle attività di trasporto rifiuti, bonifica siti, bonifica di beni contenenti amianto, intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione. E’ deputato «al riconoscimento del possesso di particolari requisiti tecnici, morali e di capacità finanziaria in capo ai soggetti che intendono svolgere l’ attività di trasporto rifiuti, bonifica siti inquinati e/o contenenti amianto, commercio ed intermediazione rifiuti senza detenzione degli stessi». L’Albo è articolato in un Comitato nazionale, con sede presso il ministero dell’Ambiente, e in sezioni regionali, istituite presso le Camere di commercio dei capoluoghi di regione. Quella umbra è presieduta da Giorgio Mencaroni.

Pericolo decadenza Tutto è nato da un chiarimento giunto da parte del ministero dell’Ambiente e dei Trasporti in cui si precisa che le aziende sottoposte a interdittiva antimafia decadono automaticamente dall’iscrizione all’Albo. L’esecuzione di tale provvedimento avrebbe significato la cancellazione di imprese quali Gesenu, Sia e altre sottoposte nei mesi scorsi a interdittiva dal prefetto.

Riunione lampo Non appena sono parse chiare le possibili ricadute di un simile adempimento, l’assessore regionale all’Ambiente Fernanda Cecchini e il sindaco di Perugia Andrea Romizi hanno chiesto di essere ricevuti dal prefetto Raffaele Cannizzaro. L’incontro è avvenuto a metà pomeriggio e, grazie al lavoro comune, si è districato un nodo che rischiava di far interrompere il sistema della raccolta dei rifiuti in mezza provincia. In pratica, si sarebbe chiarito come in caso di commissariamento si interrompa l’efficacia della decadenza dall’Albo. Un sospiro di sollievo, ad esempio nel caso di Gesenu, il cui commissario Dante De Paolis ha appreso dell’evolversi della vicenda nel pomeriggio, rientrando a Perugia.

Proroga per Sia A restare in piedi, invece, è la questione riguardante la Sia (l’azienda che opera su Marsciano, Deruta, Collazzone, Fratta Todina, San Venanzo, Monte Castello Vibio, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria, Cannara e Massa Martana). In questo caso, infatti, a differenza di Gesenu, non c’è stato il commissariamento e quindi la cancellazione dall’Albo non sarebbe del tutto scongiurata. Intanto, però, almeno martedì il servizio di raccolta rifiuti avverrà regolarmente. «Abbiamo ricevuto una sospensiva del provvedimento – conferma a Umbria24 il presidente di Sia, Luciano Concezzi – fino a mezzanotte di domani (martedì, ndr). Mi sembra di sognare, stiamo lottando per salvare questa azienda sana e ci troviamo in situazioni come questa». Di certo c’è che martedì si lavorerà per risolvere anche questa vicenda e per evitare la beffa che, dopo mesi di lavoro per non far interrompere il servizio di raccolta nemmeno per un giorno nonostante le inchieste, tutto possa saltare in aria per un cavillo burocratico.

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