di Iv. Por.
Video pedopornografici anche con abusi su neonati. Materiale raccapricciante quello sequestrato dalla polizia postale in tutta Italia, coordinata dalla procura di Torino, per una indagine che ha portato all’arresto di sei persone, tra cui anche un assistente sociale, e alla denuncia di 16 tra i quali un perugino di circa 30 anni.
Stanze virtuali L’inchiesta è partita dall’analisi di alcune “stanze virtuali” – come riporta il Corriere della sera – in cui i partecipanti si scambiavano informazioni e materiale video. Nel gruppo, c’erano ruoli differenti e i coordinatori potevano escludere chi non contribuiva con materiale suddiviso per range di età e sesso dei minori. Le indagini sono ancora in corso per definire con precisione i compiti dei partecipanti alle “stanze virtuali” e per verificare se, in alcuni casi, siano anche stati consumati rapporti sessuali con minori.
Identificati All’esito dell’attività investigativa, associati dei volti ai singoli nickname oggetto di indagine, è stato possibile smascherarli procedendo direttamente, su delega della procura della Repubblica di Torino, alle perquisizioni messe in atto dai compartimenti della polizia postale in Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Basilicata, Veneto, Lazio, Sicilia e Sardegna. Qui sono scattati sei arresti in flagranza di reato per ingente detenzione di materiale pedopornografico e 16 denunce. Le persone perquisite sono tutte italiane, esattamente come era italiana la lingua utilizzata nei commenti alle immagini pubblicate.
Perugino denunciato Tra i denunciati c’è anche un ragazzo di circa 30 anni della provincia di Perugia. La polizia postale del compartimento di polizia postale e delle comunicazioni dell’Umbria, diretta da Annalisa Lillini. Al giovane è stato sequestrato materiale scaricato da internet e la sua posizione è stata segnalata alla procura.
In manette assistente sociale Tra gli arrestati c’è anche un assistente sociale di 43 anni in servizio in una sede Asl nell’hinterland fiorentino, che lavorava a contatto con bambini. La cosa che desta più scalpore è che nel 2014 aveva già patteggiato una condanna a due anni per reati analoghi. Nella sua abitazione sono stati sequestrati hard disk con un’ingente quantità di foto e video a carattere pedopornografico, oltre a chat erotiche. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 43enne avrebbe condiviso e acquisito il materiale attraverso una piattaforma di file sharing, a cui accedeva attraverso vari pseudonimi. Lo scambio dei file, riguardanti soprattutto bambini maschi stranieri, avveniva sia con gruppi di persone sia con singoli utenti della piattaforma. La pm della procura di Firenze Ester Nocera ha chiesto per lui la misura della custodia cautelare in carcere.
