di Marta Rosati e Maria Giulia Pensosi

La Procura di Terni ha riaperto le indagini su Barbara Corvi, la donna scomparsa da Montecampano di Amelia nel 2009. Di nuovo indagato, per omicidio e occultamento di cadavere, l’ex marito Roberto Lo Giudice.

A darne notizia, in prima battuta, Il Messaggero. Gli inquirenti si sono concentrati su due cartoline che furono spedite da Firenze nove giorni dopo la scomparsa della giovane amerina, con le quali la giovane mamma rassicurava i figli, ritenute tentativo di depistaggio. «Sarà disposto – ha spiegato il procuratore Antonio Laronga a Umbria24 – un accertamento su quei reperti, volto ad accertare la presenza di tracce biologiche, in particolare sul francobollo. Sono trascorsi tanti anni e le tecniche di biologia forense oggi sono molto più avanzate. Al mio arrivo a Terni – precisa Laronga -, il fascicolo era già stato riaperto. Riletti tutti gli atti, siamo consapevoli di non poter trascurare alcun aspetto. Ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati – sottolinea -, in presenza di una traccia, abbiamo il dovere di esplorarla per estrapolare, se possibile, una tessera del mosaico probatorio necessario per la ricostruzione di un fatto che ha scosso molto la comunità locale. Si tratta di una vicenda che ha toccato molto la sensibilità della popolazione ternana». Indagato non solo l’ex coniuge, ma anche il cognato di Barbara Corvi, Maurizio Lo Giudice.

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Roberto Lo Giudice, marito di Barbara ai tempi della scomparsa, secondo quando riportato da Il Messaggero, si dice «anche questa volta disponibile a sottoporsi a qualsiasi accertamento» e aggiunge «ho paura solo delle infamie, non della verità; e sono il primo a chiedere che venga finalmente fatta chiarezza sulla scomparsa di mia moglie». La Procura ternana ha studiato nuovamente l’intero caso e chiesto l’accertamento cosiddetto ‘irripetibile’. L’esame, di carattere biologico, si concentrerà proprio su quelle cartoline recapitate ai figli della donna pochi giorni dopo la sua scomparsa. L’incidente probatorio, richiesto dai difensori di Roberto Lo Giudice, gli avvocati Cristiano Conte e Giorgio Colangeli, è fissato per il prossimo giugno.

Barbara Corvi scomparve dalla frazione dell’Americo nell’ottobre 2009, ormai 17 anni fa. Nel 2021 il marito viene portato in carcere, accusato di avere ucciso Barbara e di avere fatto sparire il corpo, ma viene scarcerato dopo aver passato poco più di 20 giorni in cella dal Riesame. A luglio del 2022 il giudice però decide che le indagini devono proseguire, ma non arrivano le prove che Lo Giudice abbia ucciso la moglie. Il Gip del Tribunale di Terni ha quindi prosciolto Lo Giudice chiudendo di fatto il caso archiviando i due fascicoli ancora aperti in quel momento sulla scomparsa della 35enne. Nel dicembre 2024 una trasmissione aveva presentato delle rivelazioni inedite sul caso. Circa un anno fa, la riapertura delle indagini.

«Faranno degli accertamenti sulle cartoline che sono arrivate 17 anni fa – ha detto in un video Lo Giudice al giornalista Klaus Davi-. Sono 17 anni che sono indagato per una storia di cui non so niente. Sono rammaricato. Sono distrutto. È giusto che la procura faccia le sue indagini, per carità. Mi sono rimesso a disposizione di dare il mio Dna per le cartoline, i loro accertamenti, qualsiasi cosa loro vogliono. Purché si arrivi alla verità perché questa non è vita».

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