Ha puntato a farla franca ancora una volta uno straniero originario del Brasile che deve rispondere di soldi sottratti allo Stato in Brasile, con una condanna di oltre dieci anni di pena. La Procura Generale di Perugia si è messa sulle sue tracce e ha emesso un mandato di arresto finalizzato alla consegna dell’uomo alle autorità Brasiliane, tramite estradizione, affinché possa scontare la pena.

L’uomo aveva escogitato il raggiro anche in ITalia, sfruttando strutture gestite da religiosi per pellegrini, dove chiedeva ospitalità senza poi saldare il conto. Così ha fatto ad Assisi lasciando un debito di 2.700 euro. Così presumibilmente avrebbe fatto al VAticano, dove si è spostato dopo la tappa umbra e dove poi è stato pizzicato dalle forze dell’ordine coordinate dalla procura perugina.

L’arresto eseguito a Roma il primo maggio chiude una latitanza durata circa quattro mesi. Si tratta di un cittadino brasiliano di 60 anni. L’uomo era ricercato per una serie di reati di natura economico-finanziaria commessi nel Paese d’origine tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. In particolare, secondo quanto ricostruito, si tratta di delitti contro l’ordine tributario ed economico e contro i rapporti di consumo, oltre a episodi di appropriazione indebita e falso. Le sentenze definitive pronunciate dai tribunali di São José do Rio Preto e Barra Funda, a San Paolo, avevano portato a una condanna complessiva a 10 anni e 5 mesi di reclusione.

L’indagine che ha portato al rintraccio dell’uomo è stata coordinata dalla procura generale di Perugia. Un lavoro definito articolato, basato sull’analisi e sull’incrocio di informazioni, che ha permesso di ricostruire con precisione gli spostamenti del ricercato sul territorio nazionale, nonostante la scarsità di elementi recenti utili alla sua localizzazione.

L’ultimo riscontro certo della presenza dell’uomo in Italia risaliva al primo marzo 2024. In quella data era stato identificato durante un controllo nella stazione ferroviaria di Foligno, il giorno successivo alla partenza da una struttura ricettiva di Santa Maria degli Angeli, gestita da religiose, dalla quale si era allontanato lasciando un insoluto di circa 2.700 euro.

Proprio da quell’episodio sono partiti gli approfondimenti investigativi che hanno consentito di delineare i successivi movimenti del latitante. Gli accertamenti hanno portato a ritenere che l’uomo si fosse stabilmente spostato nell’area romana. Sulla base di queste risultanze, la procura generale ha trasmesso gli elementi raccolti alla questura di Roma, che ha avviato servizi mirati di controllo del territorio.

Il ricercato è stato infine individuato in una struttura di accoglienza per pellegrini e visitatori nelle immediate vicinanze della Città del Vaticano. L’arresto è stato eseguito dagli operatori impegnati nei servizi di controllo, a conclusione dell’attività investigativa coordinata da Perugia.

Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’avvio delle procedure per l’estradizione verso il Brasile.

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