
di Iv. Por. e Fra. Ma.
Sarà l’autopsia a dire qualcosa in più sul mistero dei resti umani trovati in un campo per l’addestramento dei cani da cinghiale a Forcella di Migiana, sul Monte Tezio. Oggi i carabinieri, insieme a vigili del fuoco, forestale e personale della comunità montana hanno continuato a cercare nuove parti del cadavere che ancora non ha un nome. Nessuna novità, tanto che sarebbe stato deciso di indirizzare le ricerche nel laghetto, al momento ghiacciato, che verrà svuotato con l’ausilio di un’idrovora. Per farlo, però, occorre attendere che temperature più miti facciano scongelare almeno in parte lo specchio d’acqua.
Identità misteriosa Si indaga intanto a trecentosessanta gradi per cercare di venire a capo dell’identità dell’uomo, pare di mezza età, smembrato forse dai cinghiali. Il macabro puzzle è per ora composto da un braccio sinistro, una gamba destra, un femore e altre ossa. Manca all’appello il cranio, che potrebbe restituire preziose informazioni per l’identificazione attraverso l’arcata dentale.
Si cerca tra i clandestini Mentre i militari del Nucleo investigativo proseguono le ricerche in montagna, i colleghi della compagnia di Perugia cercano possibili scomparsi finora ignoti alle forze dell’ordine. Andato a vuoto il tentativo attraverso le impronte digitali, prelevate dalla mano, che esclude quindi schedati e pregiudicati, si indaga nella nebulosa degli immigrati clandestini. Controlli sarebbero in corso nei luoghi frequentati dagli “invisibili” per raccogliere la testimonianza di qualcuno che possa fornire elementi utili all’identificazione. Ma finora nulla di concreto sarebbe emerso.
L’autopsia Anche da questo versante, tuttavia, saranno importanti i responsi dell’autopsia, almeno per circoscrivere le ricerche in una fascia d’età definita. così come risposte dall’esame autoptico, che dovrebbe essere effettuato mercoledì, sono attese anche per capire a quando risale il decesso.
