Palazzo Donini (foto archivio F. Troccoli)

«In nessun caso la Regione ha posto a carico della collettività somme il cui onere è stabilito per legge a carico esclusivo degli amministratori». Arriva dagli uffici dell’Ente la risposta tecnica alla richiesta di accesso agli atti firmata a inizio gennaio da Andrea Liberati di Italia Nostra, attualmente autosospesosi dall’incarico di presidente della sezione di Terni e di vice di quella regionale, che chiedeva lumi paventando la possibilità che, attraverso i contributi figurativi, i consiglieri regionali riscuotessero oltre il vitalizio una seconda megapensione.

La precisazione degli uffici della Regione In particolare nel documento, la struttura tecnica della Regione dopo aver citato l’articolo 31 della legge 300 del 1970, il 22 della legge 724 del 1994, il 3 del decreto legislativo 564/1996 e il 38 della legge 488 del 1999, scrive: «Sulla base delle disposizioni i consiglieri regionali dell’Umbria in aspettativa versano, per il tramite dell’organo elettivo (assemblea legislativa regionale) i contributi pensionistici che avrebbero scontato in busta paga se fossero stati regolarmente in servizio. A tal fine, annualmente ed entro il 30 settembre, gli amministratori regionali in aspettativa, comunicano agli uffici preposti l’ammontare dei contributi previdenziali calcolati sugli stipendi virtualmente spettanti presso i propri datori di lavoro, ma nessun controllo è posto in capo alla Regione circa la verifica dell’esattezza dei dati dichiarati».

«Noi ci limitiamo a partita di giro, Regione non ha mai sborsato un euro» E poi: «Tali contributi sono trattenuti dalle indennità di carica spettanti ai sensi della legislazione regionale e versati nei termini e modi di legge alla cassa previdenziale di appartenenza, per il tramite dell’assemblea legislativa. L’attività della Regione – prosegue il documento – è esclusivamente legata al versamento (modello F24) dei contributi dovuti dai soggetti interessati e tutti gli atti posti in essere sono stati e sono esclusivamente redatti ai fini della legittima contabilizzazione delle conseguenti operazioni in bilancio (partite di giro). I contatti diretti degli uffici con i datori di lavoro pubblici o privati degli amministratori si rendono tutt’ora necessari esclusivamente al fine di veicolare con snellezza i dati occorrenti alle trattenute e versamento dei contributi dovuti».

Documento inviato a Italia Nostra Ergo, assicurano gli uffici: «In nessun caso, fin dall’entrata in vigore dell’articolo 38 della legge 488/1999 (finanziaria 2000), la Regione ha posto a carico della collettività somme il cui onere è stabilito dalla legge ad esclusivo carico degli amministratori. Tutte le attività di aggiornamento delle posizioni contributive attengono agli enti previdenziali». A Italia Nostra, come richiesto, sono è stato trasmesso anche l’elenco dei datori di lavoro privati degli amministratori regionali in aspettativa nel periodo 2005-2015 al netto delle «informazioni circa l’assunzione e l’inquadramento nell’ambito aziendale degli amministratori interessati, in quanto – si legge – esula dalle informazioni occorrenti a questa amministrazione ai fini della corretta applicazione delle norme e delle attività legate al versamento contributivo previsto dalla legge 488/2000».