di Enzo Beretta
L’inchiesta della guardia di finanza sulle indebite percezioni del Reddito di cittadinanza – 192 indagati fino a questo momento, quasi tutti romeni di etnia rom – potrebbe portare molto più lontano di quanto si immagini. È partita, infatti, un’analisi approfondita che si chiama «cittadinanza fantasma», concentrata sugli stranieri che percepiscono il sussidio di Stato. Vengono passate al vaglio più di mille posizioni considerate a rischio solamente nella provincia di Perugia – si apprende da fonti investigative – nomi individuati attraverso percorsi di analisi del Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi e del Comando provinciale delle fiamme gialle.
«In Italia da almeno 10 anni» I requisiti per accedere al beneficio – giova ricordarlo – sono la residenza in Italia da almeno dieci anni, il reddito entro certi limiti, l’assenza di condanne penali e il mancato possesso di beni di valore indicativi di quella che i fiscalisti chiamerebbero «elevata capacità contributiva» ossia auto di grossa cilindrata, barche o altro.
L’INDAGINE È UN FIUME IN PIENA: ALTRE 90 PERSONE INDAGATE
«Ingiusto profitto» destinato a lievitare Per prima cosa, dunque, la guardia di finanza in collaborazione con l’Agenzia delle entrate verifica i tempi di rilascio dei codici fiscali agli stranieri – nella prima tranche dell’inchiesta è emerso che alcuni sono stati consegnati a tempi di record – per poi trasferire le pratiche ‘in rosso’ all’Inps dove verranno rintracciati gli eventuali patronati che hanno inoltrato le istanze e quantificate le elargizioni per le quali verrà chiesto il blocco. Fino a questo momento l’«ingiusto profitto» calcolato dalla Finanza a quasi 200 persone supera i 400 mila euro. Prevedibile che con gli accertamenti su un migliaio abbondante di persone che hanno ricevuto e continuano a ricevere il beneficio entrambe le cifre siano destinate a lievitare.
Indagini: non solo stranieri, non solo Rdc È un lavoro che richiederà settimane, probabilmente mesi, che chiaramente sulla base di altri approfondimenti e informazioni potrà riguardare anche gli italiani. «L’auspicio è che questo tipo di indagini sortiscano un effetto deterrente su comportamenti futuri – è la considerazione che si lascia sfuggire un investigatore della guardia di finanza -. Pensare che le risorse destinate al Reddito di cittadinanza non sono che rivoli nel mare magnum della spesa pubblica, previdenziale e assistenziale. Sai quanto lavoro ci aspetta quando arriveranno i soldi del Recovery?».
