Furono momenti di vero e proprio terrore per il titolare di un night club di Arezzo e la sua famiglia. Era il 4 agosto 2012 quando, tornando a casa, si erano trovati davanti un commando di albanesi armati. Fu grazie al sangue freddo della figlia, che è riuscita a chiamare il 112, e alla bravura dei carabinieri (la cui auto fu speronata dai rapinatori) a far sì che la banda finisse in prigione. Ora, a quasi tre anni, uno di loro è stato condannato in via definitiva e quindi ammanettato ad Arezzo.
Condanna definitiva Nelle prime ore di martedì pomeriggio, la polizia di Stato ha eseguito l’ordine di esecuzione per la carcerazione di P.F., nato in Albania nel 1986, irregolare, con precedenti per associazione per delinquere, minacce, porto abusivo di armi, furto, rapina, detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La sentenza del luglio del 2014 emessa dalla Corte di Appello di Perugia, è diventata definitiva: era stato riconosciuto colpevole dei reati di danneggiamento, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di armi, sequestro di persona e rapina.
Preso Dopo l’arresto e un periodo di carcerazione preventiva e di arresti domiciliari, P.F. era stato sottoposto dalla magistratura perugina all’obbligo di dimora ad Arezzo. Alla sentenza di condanna, divenuta irrevocabile, è seguito l’ordine per l’esecuzione della pena residua di 3 anni 5 mesi e 25 giorni, che il personale di questa squadra mobile ha eseguito dopo aver rintracciato P.F. in piazza Saione. Al termine degli atti di rito è stato associato alla locale casa circondariale.
