di Chiara Fabrizi

Migliora la qualità della vita a Perugia e Terni, ma il benessere di Mantova e Trento è lontano. Scalano posizioni nella classifica delle province elaborata da Italia Oggi e Università La Sapienza, le due città umbre che si piazzano, rispettivamente, al 29esimo posto (nel 2015 era al 39esimo) e al 73esimo (nel 2015 era 78esima).

L’ULTIMA ANALISI ISTAT: GLI UMBRI DANNO UN 7 ALLA VITA

Business e ambiente Diversi gli indici che contribuiscono alla definizione della graduatoria finale, a cominciare da quello di Affari e lavoro che viene elaborato tenendo conto, tra gli altri, del tasso di disocuppazione, dell’importo medio dei protesti per abitante e del numero di imprese registrate. Qui Perugia e Terni si piazzano a metà classifica con la prima in calo rispetto dal 2015, scivolando dalla posizione 50 alla 58, e la seconda in lieve miglioramento, salendo dal gradino 62 al 61. Il secondo indice sotto la lente è quello dell’Ambiente che si calcola anche considerando le rilevazioni sulla qualità dell’aria, i consumi idrici e la produzione dei rifiuti: il confronto con il 2015 non è disponibile mancando i dati, ma per l’anno in corso Perugia è 20esima e Terni 53esima.

Criminalità e disagio Segue la valutazione sulla Criminalità tutta incardinata su episodi di violenza dalle lesioni agli omicidi passando per violenze sessuali, rapine e furti. Dalle tabelle fitte di dati spunta il balzo in avanti di Perugia che risale la classifica fino alla posizione 55 (nel 2015 era 77), mentre Terni perde un po’ di terreno arretrando alla posizione 63 (era 61). Appresso alla criminalità c’è il disagio sociale quantificato in base a infortuni sul lavoro, morti e feriti per incidenti stradali, suicidi, tasso di disoccupazione giovanile e altro. Nella graduatoria colpisce Terni tra le ultime in classifica (106), peggio solo le provincia sarde e Massa Carrara. Non brilla neanche Perugia sul gradino 69, ma se non altro anche qui c’è stato un balzo in avanti (era 87esima).

Demografia, servizi finanziari e scuola Uno degli indici è inevitabilmente legato alla popolazione. I dati demografici presi in considerazione sono tra gli altri la densità, la presenza di emigrati, il livello di immigrazione e il numero medio dei componenti della famiglia. Anche qui Perugia si piazza a metà classifica, ossia al 54esimo posto come l’anno precedente, mentre Terni scivola fino alla 98esima posizione (era 92esima). Sotto la lente anche i servizi col primo indice che dedicato a quelli finanziari abbinati con dati legati alla scuola, valutando la presenza di Atm, il numero degli sportelli bancari, i clienti di phone banking ma anche il numero medio di classi, quello delle scuole superiori e delle medie. Nella particolare graduatoria Perugia prende il 42esimo posto (era 44esima) e Terni il 72esimo (era al 66esimo).

Sanità, tempo libero e tenore di vita Al vaglio anche il sistema sanitario la cui qualità viene stabilita considerando organici medici e infermieristici, posti letto in reparti specialistici, apparecchiature diagnostiche e altro. La sorpresa in questo caso la regala Terni che sale fino alla 20esima posizione, scalando quattro posizioni rispetto all’anno precedente, mentre Perugia ne perde cinque e si ferma al 33esimo posto. Al fianco alla salute c’è poi il tempo libero che viene quantificato tenendo da conto la presenza di cinema, bar, ristoranti, alberghi, agriturismo, palestre, librerie e associazioni. Con gli hobby e il relax le due città umbre se la cavano molto bene, piazzandosi con Perugia al 23esimo posto e con Terni al 31esimo. Chiude l’analisi la classifica sul tenore di vita fissato incrociando la spesa media mensile per i consumi, la pensione media, i depositi bancari, il prezzo del mattone a mq e le variazioni dei prezzi al consumo. Qui Perugia si ritaglia il 24esimo posto ma lo scorso anno era 14esima, mentre Terni scala la classifica fino al 41esimo posto (era 55esima).

Terni, il commento di Brizi (Forza Italia) Sull’indagine di Italia Oggi e La Sapienza lunedì mattina è intervenuto il consigliere comunale di Terni, Federico Brizi (Forza Italia): «Il balzo in avanti di Perugia e la sostanziale conferma del posizionamento di Terni nella parte bassa della classifica è un ulteriore segnale negativo per la nostra comunità e una conferma che questa amministrazione non sta lavorando bene. In particolare – fa rilevare Brizi – quello che più colpisce sono alcune categorie di dati: quelli sulla criminalità che sembrano denotare una sorta di vocazione della nostra città per turismo criminale; quelli sulle politiche sociali che testimoniano del sostanziale fallimento dell’amministrazione anche in questo settore fino a pochi anni fa cavallo di battaglia del centro-sinistra; quelli sul disagio sociale per i quali Terni è addirittura al 106° posto, in fondo alla classifica e quelli per i reati a sfondo sessuale contro i minori e per le rapine in banca». Infine il consigliere mette in evidenza «la negatività dei dati sulla mobilità che anche in questo caso collocano Terni in fondo alle classifiche, testimoniando un altro evidente fallimento: basti pensare alla mancata realizzazione della metropolitana di superficie. Allo stesso tempo registriamo un miglioramento di Perugia, amministrata dal centro-destra, che comunque si è giovata di risorse regionali superiori a quelle destinate al ternano e di strategie che l’hanno premiata facendola diventare baricentrica in un’area vasta anche a livello d’infrastrutture e avendo assorbito quasi tutti i servizi strategici regionali, senza che il Pd di Terni sia riuscito a difendere il ruolo spettante alla nostra città nei confronti di un’amministrazione regionale dello stesso colore».

@chilodice