di Fabio Toni
Quando lunedì mattina è entrato per fare il solito giro di ricognizione prima dell’apertura mattutina, il custode è rimasto di sasso. Mai si sarebbe aspettato di vedere una bara fuori dal proprio loculo. Qualcuno aveva rotto le due lastre di marmo, trascinandola all’esterno per circa cinquanta centimetri. La profanazione è avvenuta a Cesi, una frazione di Terni, nel piccolo cimitero del paese.
Tanti dubbi, nessuna risposta Dopo la macabra scoperta, avvenuta poco prima delle otto, sono intervenuti sul posto i carabinieri del comando di Terni. Sconvolti i familiari del defunto, un uomo scomparso nel 2000 all’età di 71 anni. Nessuno, al momento, è in grado di dare una risposta ai tanti dubbi. Un rito satanico? Un avvertimento? O il tentativo, andato a vuoto, di trafugare la bara per poi chiedere un riscatto? Quest’ultima ipotesi si lega al fatto che i familiari sono titolari di una nota impresa locale.
Le certezze Stando ai primi riscontri, l’episodio sarebbe avvenuto nella notte fra domenica e lunedì. A confermarlo è una signora: «Domenica sera, poco prima della chiusura, sono andata a portare un fiore ai miei cari che sono sepolti a pochi passi da quello spazio. Era tutto in ordine, come sempre». Altro punto di partenza sono le impronte di una scarpa, ritrovate su un cancello laterale del cimitero. Qualcuno deve averlo scavalcato, sfruttandone i punti di appoggio.
La preoccupazione Intanto cresce la preoccupazione fra i residenti. «Almeno i morti lasciateli in pace», si sfogano. Il cimitero, durante i rilievi da parte delle forze dell’ordine, è rimasto chiuso per un’ora e mezza. Fuori dai cancelli, i presenti si interrogavano sull’accaduto. «Siamo angosciati noi che abbiamo i nostri cari lì, figuriamoci chi è stato colpito direttamente».
I precedenti in Umbria Nel 2011 diverse profanazioni di tombe sono avvenute, ma nel Perugino (a San Martino in Colle e Ponte Valleceppi). L’episodio più inquietante la profanazione della tomba del carabiniere Donato Fezzuoglio a Rancolfo.


